L’intervento tempestivo dei carabinieri ha permesso di rintracciare e bloccare un 31enne straniero sotto l’abitazione della moglie
QUATTRO CASTELLA (Reggio Emilia) – Atti persecutori e maltrattamenti in famiglia: 31enne straniero senza fissa dimora arrestato dai carabinieri di Quattro Castella. La vicenda affonda le radici in una condotta pregressa legata a una gelosia ossessiva e a una mania di controllo che l’uomo pretendeva di esercitare sulla giovane moglie, anche dopo l’interruzione della convivenza avvenuta nei primi mesi del 2026.
La vittima, che lo scorso 30 giugno si era presentata al comando dell’Arma per sporgere una denuncia, ha detto che le prime violenze fisiche erano iniziate già a febbraio, quando il coniuge l’aveva afferrata per il collo e schiaffeggiata al culmine di un litigio. La situazione era poi andata progressivamente peggiorando nei mesi successivi: il 20 giugno, a Cerezzola di Canossa, l’uomo aveva raggiunto la moglie danneggiando a pugni la carrozzeria della sua auto e tentando poi di dare fuoco al veicolo dando alle fiamme la propria camicia.
Due giorni dopo, incontrandola casualmente a Reggio Emilia, l’aveva minacciata di morte qualora lo avesse denunciato, mostrando a scopo intimidatorio un video di pochi secondi in cui armava una pistola. I fatti, culminati con l’arresto, risalgono a ieri mattina e sono avvenuti a Quattro Castella. Mentre in caserma la moglie stava sporgendo denuncia, il padre della donna ha contattato i carabinieri segnalando che l’uomo si era presentato sotto casa tenendo schiacciato insistentemente il citofono per oltre un minuto.
Un primo intervento sul posto, da parte di una pattuglia, non ha permesso di rintracciare l’uomo. Poco dopo le 10, non appena la donna è rientrata nel suo domicilio, l’uomo si è ripresentato facendo piangere la moglie. Dopo una nuova e urgente richiesta d’intervento, i componenti di due pattuglie dell’Arma sono arrivati sul posto. Al loro arrivo, i militari hanno trovato l’uomo vicino alla porta d’ingresso dello stabile e lo hanno fermato. Gli hanno sequestrato il telefono cellulare e poi hanno perquisito i luoghi in cui dimorava. Poi lo hanno arrestato.

