Cronaca
|Pizzaiolo ucciso, il coltello sequestrato non è l’arma del delitto
Lunedì mattina alle 10 i funerali di Raffaele Stipa nella chiesa di San Luigi Gonzaga
REGGIO EMILIA – L’arma del delitto resta un mistero. I primi risultati delle analisi scientifiche eseguite sul coltello sequestrato nell’abitazione di Andrea Pellati escludono infatti che sia stato quello utilizzato per uccidere Raffaele Stipa, il pizzaiolo di 67 anni assassinato la sera del 29 giugno nel suo locale di via Gran Sasso d’Italia.
Il coltello, insieme ad alcuni capi di abbigliamento, è stato inviato nei giorni scorsi ai laboratori di Roma per gli accertamenti disposti dalla Procura. Le verifiche hanno portato a un primo esito considerato significativo dagli investigatori: la lama sequestrata non corrisponde a quella che ha provocato le ferite mortali alla vittima. Salvo sviluppi al momento ritenuti improbabili, anche i risultati definitivi dovrebbero confermare questa conclusione.
Nelle ore immediatamente successive all’omicidio, il coltello era stato sequestrato perché ritenuto compatibile con l’arma del delitto. A spiegarlo era stato il procuratore capo Calogero Paci, precisando che la valutazione si basava su una prima ispezione esterna delle ferite riportate da Stipa.
L’esito degli accertamenti apre ora nuovi interrogativi. La lama utilizzata per l’aggressione non è stata ancora trovata e gli investigatori ritengono che possa essere stata gettata via oppure nascosta dopo l’omicidio. Al momento il sostituto procuratore Maria Rita Pantani, che coordina l’inchiesta insieme alla polizia, non avrebbe disposto ulteriori approfondimenti specifici sull’arma.
Le indagini proseguono comunque su più fronti. Saranno importanti anche i risultati definitivi dell’autopsia, attesi tra alcune settimane. I primi riscontri medico-legali hanno evidenziato che Stipa è stato colpito con sette coltellate. Un altro elemento che potrebbe risultare decisivo è l’eventuale scelta di Pellati, il 43enne detenuto con l’accusa di omicidio aggravato, di collaborare con gli inquirenti. Secondo la ricostruzione investigativa, il movente sarebbe legato al rifiuto opposto dalla vittima all’ennesima richiesta di una pizza gratuita.
Intanto la famiglia del pizzaiolo si prepara all’ultimo saluto. Dopo il nulla osta della Procura, rilasciato al termine dell’esame autoptico, sono stati fissati i funerali di Raffaele Stipa, che saranno celebrati lunedì alle 10 nella chiesa di San Luigi Gonzaga, a Reggio Emilia.

