L'approfondimento
|Parcheggio Zucchi, tutti i dubbi sul project financing
L’amministrazione rientra in possesso del parcheggio con dodici anni di anticipo rispetto alla scadenza del 2038. Sul tavolo il costo dell’operazione e il nodo del canone che, secondo l’opposizione, non sarebbe stato versato dal 2018
REGGIO EMILIA – Il Comune torna proprietario del parcheggio dell’ex Caserma Zucchi e del Park Vittoria, ma per farlo dovrà mettere sul tavolo 4,6 milioni di euro. Il Consiglio comunale ha approvato la risoluzione consensuale della convenzione con Reggio Emilia Parcheggi, chiudendo con dodici anni di anticipo un project financing destinato a scadere nel 2038. L’operazione prevede un indennizzo di oltre 4,1 milioni di euro, a cui si aggiungono il riconoscimento del riequilibrio economico legato al periodo pandemico, la regolazione di partite reciproche e le spese notarili.
La decisione segna la fine di una delle operazioni urbanistiche più discusse degli ultimi quindici anni. La convenzione del 2011 aveva affidato al concessionario la realizzazione del parcheggio interrato di Piazza della Vittoria, la gestione del parcheggio Zucchi e la riqualificazione dell’area attraverso il project financing.
Proprio dall’esame dell’atto, che Reggio Sera ha visionato, emerge però un elemento significativo. L’accordo che negli anni ha modificato la convenzione originaria non si limitava a un semplice aggiornamento dei prezzi, ma rappresentava una vera rinegoziazione del rapporto tra Comune e concessionario. Venivano infatti rivisti il Piano economico-finanziario, il progetto dell’opera – con la riduzione dei piani interrati e dei posti auto – e diverse condizioni economiche della concessione, motivate dalla necessità di ristabilire l’equilibrio economico-finanziario dopo il mutato contesto economico.
Resta però aperto il tema della convenienza complessiva dell’operazione. Il Comune sostiene che il riacquisto consentirà una gestione interamente pubblica della sosta e che, secondo le valutazioni economiche affidate anche a Deloitte, l’investimento produrrà un ritorno positivo entro la naturale scadenza della concessione, fissata al 2038.
Di diverso avviso le opposizioni. Il capogruppo della Lista Civica, Giovanni Tarquini, ha definito la convenzione originaria «priva di senso giuridico» e ha contestato la scelta di corrispondere oltre 4,6 milioni di euro al concessionario per chiudere anticipatamente il rapporto.
Tra le contestazioni più pesanti avanzate dal consigliere c’è quella relativa al canone concessorio. Tarquini sostiene che Reggio Emilia Parcheggi non avrebbe versato dal 2018 il canone pari all’10% degli incassi previsto dalla convenzione (minimo 100mila euro l’anno), aggiungendo che, nonostante questa situazione, nel 2023 il medesimo soggetto avrebbe ottenuto anche l’affidamento della gestione di parcheggi alla stazione Mediopadana. Si tratta di affermazioni formulate dall’esponente dell’opposizione e sulle quali il Comune, negli atti con cui ha motivato la risoluzione consensuale, ha invece sostenuto la correttezza del procedimento e la convenienza economica dell’operazione.
Sul piano amministrativo, il nodo centrale resta il project financing. Gli atti evidenziano come il concessionario avesse chiesto un riequilibrio economico-finanziario della concessione, richiesta che il Comune ha ritenuto fondata alla luce delle sopravvenienze richiamate nell’accordo. L’atto di revisione modificava quindi condizioni economiche e progettuali della convenzione del 2011, con l’obiettivo dichiarato di salvaguardarne l’equilibrio.
Al di là dello scontro politico, la vera questione è capire se l’operazione sia realmente conveniente per il Comune. L’amministrazione sostiene che, con un esborso di 4,628 milioni di euro, potrà tornare in possesso del parcheggio Zucchi con dodici anni di anticipo rispetto alla naturale scadenza della concessione, incassando direttamente i proventi della gestione e riportando sotto il controllo pubblico un’infrastruttura strategica.
Restano però alcuni interrogativi. Il primo riguarda la congruità dell’indennizzo riconosciuto a Reggio Emilia Parcheggi: la somma corrisponde davvero al valore residuo della concessione? Un altro nodo riguarda il canone concessorio. L’opposizione sostiene che la società non lo avrebbe versato per diversi anni e chiede di chiarire se tali somme siano state recuperate o considerate nell’accordo che ha portato alla risoluzione anticipata della convenzione.
C’è poi un ulteriore elemento da valutare. Negli anni la convenzione originaria era già stata modificata con un riequilibrio economico-finanziario che aveva comportato la revisione del Piano economico-finanziario e del progetto dell’opera. Per questo motivo, oggi è legittimo chiedersi se il nuovo accordo rappresenti un equilibrio tra l’interesse pubblico e quello del concessionario.

