Cronaca
|Omicidio del carabiniere D’Alfonso, dopo 50 anni arriva la sentenza: condannato Azzolini, prescritti Curcio e Moretti
La Corte d’Assise di Alessandria chiude il processo di primo grado sulla sparatoria della Cascina Spiotta del 1975. L’ex brigatista reggiano Lauro Azzolini riceve sei anni in continuazione con l’ergastolo già inflitto per via Fani
REGGIO EMILIA – Cinquantuno anni dopo la sparatoria della Cascina Spiotta, uno degli episodi più drammatici degli anni di piombo, la giustizia ha scritto un nuovo capitolo sulla morte dell’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso. La Corte d’Assise di Alessandria ha emesso oggi la sentenza di primo grado, distinguendo le responsabilità dei tre ex brigatisti imputati e mettendo la parola fine a un processo riaperto grazie a una lunga e complessa attività investigativa.
Per il reggiano Lauro Azzolini, ex appartenente alle Brigate Rosse, è stata riconosciuta la responsabilità nell’omicidio del militare. I giudici hanno inflitto una pena di sei anni di reclusione, in continuazione con l’ergastolo già pronunciato nei suoi confronti per l’eccidio di via Fani. Azzolini è stato inoltre condannato al risarcimento delle parti civili, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 10mila euro per ciascuno dei quattro familiari costituiti, per un totale di 40mila euro.
Diversa la posizione degli altri due imputati, Renato Curcio e Mario Moretti. Per entrambi la Corte ha riconosciuto un concorso definito “anomalo” nei fatti, ma ha dichiarato il reato estinto per intervenuta prescrizione.
L’omicidio risale al 5 giugno 1975, quando i carabinieri intervennero alla Cascina Spiotta per liberare l’imprenditore del settore vinicolo Vittorio Vallarino Gancia, sequestrato dalle Brigate Rosse. Durante il conflitto a fuoco l’appuntato D’Alfonso venne gravemente ferito e morì sei giorni più tardi in ospedale.
Ad assistere alla lettura del dispositivo, per la prima volta in aula, c’era la vedova Rachele Colalongo, seduta accanto ai figli Bruno, Cinzia e Sonia. Nessuno degli imputati era presente.

