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Martiri del 7 Luglio, Massari: “La democrazia va difesa ogni giorno”

Nel 66° anniversario dell’eccidio del 1960 il sindaco richiama i valori della Costituzione e lancia un monito: “Anche oggi c’è chi si richiama all’estetica fascista”

REGGIO EMILIA – “Il 7 luglio 1960 non appartiene soltanto al passato. Appartiene ancora oggi alla coscienza civile di Reggio Emilia”. È il messaggio con cui il sindaco Marco Massari ha chiuso la cerimonia che ha ricordato i cinque martiri del 7 Luglio, rilanciando un appello alla difesa della democrazia e della Costituzione e richiamando anche le sfide del presente.

La città ha commemorato oggi il 66° anniversario dell’eccidio del 1960, quando durante una manifestazione contro il governo Tambroni vennero uccisi Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, i “ragazzi con la maglietta a strisce” diventati il simbolo della difesa dei diritti, della libertà e dell’antifascismo.

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La giornata si è aperta al Cimitero Monumentale con l’omaggio alle tombe dei caduti da parte delle istituzioni, dei sindacati e delle associazioni partigiane. Il corteo si è poi spostato in piazza Martiri del 7 Luglio, dove è stata deposta una corona al monumento dedicato alle vittime, per concludersi ai Giardini pubblici di piazza della Vittoria con gli interventi istituzionali del sindaco, della vicepresidente della Provincia Francesca Bedogni, di Ettore Farioli, figlio di Lauro Farioli, e dell’oratore ufficiale Walter Veltroni.

Nel suo discorso, Massari ha ripercorso il significato storico di quella giornata, ricordando come le proteste del luglio 1960 fossero nate contro un governo sostenuto dai voti del Movimento Sociale Italiano, a soli quindici anni dalla fine della guerra e della Liberazione.

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“Ricordarli significa prima di tutto restituire concretezza alla loro esistenza. Non sono simboli astratti, ma vite reali spezzate”, ha detto il sindaco, ricordando che tre dei cinque uccisi erano stati partigiani e che la memoria della Resistenza rappresentava allora un patrimonio vivo della comunità reggiana.

Massari ha poi spiegato che il valore del 7 Luglio va oltre la commemorazione storica. “Non basta dire memoria perché la memoria sia viva. Occorre continuare a studiare, spiegare e discutere”, ha affermato, sottolineando come le domande di allora – sul diritto a manifestare, sul rapporto tra sicurezza e libertà e sulla responsabilità delle istituzioni – restino attuali anche oggi.

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Il passaggio più politico del suo intervento è arrivato nel finale, con un esplicito riferimento al presente: “Oggi, più che mai, proprio nel momento in cui vecchie e nuove forze si richiamano all’ideologia, alla propaganda e persino all’estetica fascista, la città di Reggio Emilia vuole ricordare e, nel ricordo, ergersi a difesa di quei valori che nel 1960, come oggi, riteniamo intoccabili e moralmente insostituibili”.

Il sindaco ha infine invitato a non relegare il ricordo dei cinque martiri a una semplice ricorrenza, ma a tradurlo in un impegno quotidiano. “Il modo più serio per onorare questa memoria è non separarla dalla vita di oggi: dalla scuola, dal lavoro, dalle istituzioni, dal rispetto delle persone e dei diritti. Perché il 7 luglio 1960 continua ancora a chiederci di essere all’altezza della democrazia che abbiamo ricevuto in eredità”, ha concluso.