Logo
Malavolti: “Le crisi arriveranno, le imprese devono prepararsi”

Il presidente degli industriali richiama il manifatturiero locale alla resilienza: “Diversificare mercati e fornitori, investire in digitale e formazione non è un costo ma una necessità”

REGGIO EMILIA – Le crisi internazionali dimostrano che l’eccellenza produttiva non è più sufficiente se priva della capacità di reagire all’incertezza. È la riflessione di Alessandro Malavolti, neo presidente di Confindustria Reggio Emilia, che richiama su questo il tessuto manifatturiero e istituzionale locale. “Per molti anni abbiamo pensato che il successo di un’impresa dipendesse soprattutto dalla qualità dei prodotti, dall’innovazione e dalla capacità di stare sui mercati.

Tutto questo continua a essere vero. Ma gli ultimi anni ci hanno insegnato che non basta più”, osserva Malavolti. Secondo il numero uno degli industriali reggiani per una realtà ad altissima vocazione all’export come quella reggiana, le turbolenze geopolitiche rappresentano quindi un rischio concreto: “La vera domanda non è se arriveranno nuove crisi. Arriveranno. La domanda è quanto saremo preparati quando accadrà”.

Da qui, esorta la Confndustria locale, la necessità per le aziende di rivedere la propria organizzazione: “Diversificare fornitori, mercati e competenze diventa quindi un investimento, non un costo. Così come investire nella digitalizzazione delle filiere, nella conoscenza dei mercati e nella formazione delle persone”. Un percorso in cui anche le infrastrutture pubbliche, la semplificazione e una politica industriale stabile giocano un ruolo determinante. “Negli ultimi anni – prosegue Malavolti – abbiamo imparato che anticipare vale più che rincorrere.

L’industria reggiana ha attraversato crisi molto difficili e ne è sempre uscita più forte grazie a una caratteristica che le appartiene da sempre: la capacità di cambiare senza perdere la propria identità”. È questo “il patrimonio che dobbiamo continuare a coltivare”, chiude l’imprenditore.