La cooperativa, nata nel 1920 e rafforzata dalla fusione con Arceto, produce circa 10mila forme all’anno
SCANDIANO (Reggio Emilia) – Cento anni di storia, una tradizione che si rinnova ogni giorno e uno sguardo rivolto al futuro senza rinunciare alle proprie radici. Il Caseificio Boiardo di Scandiano rappresenta una delle realtà storiche della produzione del Parmigiano Reggiano nel territorio reggiano. Nato nel 1920 come cooperativa e successivamente rafforzato dalla fusione con il caseificio di Arceto, oggi continua a investire sulla qualità del prodotto, sulla valorizzazione del territorio e sull’innovazione.
“La Cooperativa Boiardo di Scandiano è nata nel 1920 – spiega Alfeo Cattani, legale rappresentante –. Con la fusione con Arceto abbiamo ampliato la nostra attività. Oggi disponiamo di un importante punto vendita e siamo prima di tutto produttori di Parmigiano Reggiano, un prodotto che rappresenta la nostra storia e la nostra identità”.
Il cuore dell’attività resta la lavorazione del latte conferito dai soci della cooperativa. Ogni anno vengono trasformati circa 50mila quintali di latte, destinati alla produzione di circa 10mila forme di Parmigiano Reggiano, oltre ad altri prodotti caseari come ricotta, mozzarella e yogurt. Nel negozio aziendale trovano spazio anche salumi tipici e vini del territorio.

Per Giovanni Gobetti, produttore di latte da Parmigiano Reggiano e socio della cooperativa, il concetto di qualità oggi va ben oltre il gusto del prodotto finale.
“La qualità è il valore che cerchiamo di mantenere ogni giorno. Non significa soltanto ottenere un formaggio eccellente dal punto di vista organolettico, ma rispettare una serie di principi che riguardano l’intera filiera”.
La cooperativa è composta da cinque soci conferitori, che lavorano insieme per garantire standard elevati in ogni fase della produzione.
“La qualità passa anche attraverso il rispetto dell’ambiente, delle persone e del lavoro – prosegue Gobetti –. Nel nostro caseificio abbiamo una forte integrazione della manodopera. Il nostro casaro, ad esempio, è un bravissimo ragazzo originario del Burkina Faso. Crediamo nella valorizzazione delle competenze e dei comportamenti virtuosi”.
Negli ultimi anni il settore ha dovuto fare i conti con un forte aumento dei costi di produzione. Per questo il Caseificio Boiardo ha scelto di ottimizzare la lavorazione anche attraverso attività in conto terzi, mantenendo il caseificio sempre operativo. “I costi di produzione sono aumentati in maniera importante – osserva Gobetti –. Non è cresciuto soltanto il valore del formaggio, ma anche tutto ciò che serve per produrlo. Per questo è fondamentale lavorare a pieno regime e contenere i costi di trasformazione”.
L’orgoglio della cooperativa è rappresentato anche dalla qualità riconosciuta a livello internazionale. “Non diciamo che il nostro Parmigiano è buono perché lo affermiamo noi – conclude Gobetti –. A dirlo sono le giurie dei concorsi internazionali, dove il nostro formaggio ottiene riconoscimenti che dimostrano il valore del lavoro svolto ogni giorno. È un prodotto da competizione, frutto della passione, dell’artigianalità e del legame con il territorio”.




