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Caro energia, i sindacati: “Serve un patto locale per sostenere famiglie e imprese”

I sindacati propongono un “avviso comune” con Comune, Provincia e associazioni datoriali. Tra le misure: smart working, trasporto pubblico, welfare e utilizzo degli extraprofitti delle multiutility

REGGIO EMILIA – Un “avviso comune” tra istituzioni locali (Comune e Provincia) e associazioni datoriali per contrastare il caro energia l’impatto dell’inflazione su famiglie e imprese. E’ la proposta lanciata a Reggio Emilia da Cgil, Cisl e Uil, che affermano: “Crediamo che sia giunto il momento delle scelte condivise. L’inerzia e l’attendismo devono lasciare il passo alla responsabilità che ognuno di noi è chiamato ad assumersi per tutelare al meglio il nostro tessuto sociale e produttivo”.

I tre segretari provinciali Cristian Sesena (Cgil), Rosamaria Papaleo (Cisl) e Alex Scardina (Uil) incalzano poi Governo e Regione per ottenere interventi anti-speculazione sui prezzi, ammortizzatori sociali per i settori in sofferenza e fondi contro la povertà energetica. Parallelamente, i confederali individuano una serie di misure concrete da attuare a livello locale.

Tra queste, “facilitare il lavoro da remoto dove possibile per abbattere i costi di spostamento e carburante” e incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Poi destinare ulteriori quote degli extraprofitti delle multiutility ai Comuni per potenziare la rete dei servizi pubblici e il welfare territoriale. E infine rimodulare in chiave progressiva le addizionali comunali. Il confronto, avviato in un primo vertice promosso a giugno dal presidente della Provincia Giorgio Zanni, riprenderà subito dopo la pausa estiva per trasformare le proposte in un tavolo operativo permanente.

“Le iniziative che possiamo condividere non sono poche e, seppur non risolutive, sicuramente potrebbero mitigare gli effetti del caro vita sulle persone”, chiudono Sesena, Scardina e Papaleo.