Climatizzatori e pause pagate. Accordo in un’azienda di Gavasseto con ingresso anticipato alle 7, impianti per mantenere i reparti sotto i 30 gradi e riduzione dell’orario a parità di salario. Il sindacato: “Ora lo facciano anche le grandi industrie”
REGGIO EMILIA – Climatizzatori industriali per abbattere le temperature sotto i 30 gradi, turni anticipati all’alba e pause aggiuntive a parità di salario. La Fiom Cgil di Reggio Emilia indica l’accordo sindacale siglato alla Oil Rev di Gavasseto come il modello da seguire per affrontare l’ondata di calore che sta portando i termometri delle officine metalmeccaniche oltre i 37 gradi, provocando gravi rischi di malori e infortuni sul lavoro.
L’intesa firmata nell’azienda artigiana – che conta 12 dipendenti e cinque interinali (che verranno stabilizzati l’1 agosto) e produce componenti oleodinamici – introduce quindi “soluzioni concrete per migliorare il microclima”. Nello specifico “l’accordo prevede una riduzione di orario a parità di salario attraverso due pause di complessivi 15 minuti al giorno”, spiegano Daniele Saiglia e Daniele Sardiello della Fiom. Inoltre, l’orario di ingresso è stato anticipato alle 7 del mattino per ridurre l’esposizione nelle ore pomeridiane più calde, allestendo anche una saletta ristoro e distributori di acqua fresca nei reparti.
Per il sindacato, si tratta di una svolta che smaschera le resistenze delle grandi industrie del territorio. “Se in una azienda metalmeccanica artigiana di una dozzina di addetti è possibile investire in climatizzatori e modificare l’organizzazione mettendo al centro la dignità delle persone- commenta il segretario generale della Fiom reggiana, Simone Vecchi- significa che lo possono e lo devono fare anche tutte le grandi aziende industriali”. Il sindacato ricorda infine che gli ambienti non climatizzati e l’alto tasso di umidità espongono i lavoratori a colpi di calore e che l’Inail riconosce l’infortunio sul lavoro in caso di malori legati alle temperature estreme.

