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Volantini contro l’assessora Mahmoud, scontro Fdi-Pd

Duro botta e risposta a Reggio Emilia dopo l’iniziativa davanti a Palazzo Dossetti. Paglialonga: “Accuse senza prove che danneggiano la città”. La segreteria dem: “Campagna diffamatoria e odio personale”

REGGIO EMILIA – Si accende lo scontro politico attorno all’assessora comunale Marwa Mahmoud. Da una parte Fratelli d’Italia, che torna a chiedere spiegazioni sulle dichiarazioni e sui dati presentati dallo sportello antirazzista riguardo a presunti episodi di discriminazione; dall’altra il Partito Democratico, che denuncia un’azione “denigratoria e diffamatoria” dopo il ritrovamento di volantini contro l’assessora davanti a Palazzo Dossetti.

Ad aprire la polemica è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Cristian Paglialonga, che accusa l’assessora di non aver mai fornito elementi concreti a sostegno delle affermazioni pronunciate nei mesi scorsi in Consiglio comunale.

“Da mesi chiediamo di spiegare e documentare le gravissime accuse formulate nei confronti dei lavoratori degli uffici pubblici e della comunità reggiana – sostiene Paglialonga – ma a queste domande non è arrivata alcuna risposta”.

Secondo il capogruppo di FdI, l’assessora avrebbe costruito “una narrazione ideologica” dipingendo Reggio Emilia come una città discriminatoria senza indicare episodi verificabili o responsabilità precise. Una rappresentazione che, a suo giudizio, “non corrisponde alla realtà vissuta quotidianamente da cittadini, associazioni e lavoratori che contribuiscono a costruire una comunità inclusiva e solidale”.

Paglialonga parla inoltre di un danno all’immagine della città e chiede che, qualora esistano episodi documentati, vengano resi noti nelle sedi competenti. “Se invece siamo di fronte all’ennesima costruzione ideologica utile a giustificare campagne di sensibilizzazione generalizzate – afferma – l’assessora abbia almeno l’onestà intellettuale di ammetterlo e di chiedere scusa ai reggiani”.

La replica del Partito Democratico arriva con toni altrettanto duri. La segreteria provinciale dem collega la vicenda ai volantini lasciati all’esterno di Palazzo Dossetti e parla di un’azione mirata contro l’assessora.

“Fratelli d’Italia dimostra ancora una volta la propria deriva ideologica – si legge nella nota –. Respingiamo l’ennesimo atto intimidatorio nei confronti dell’assessora Mahmoud, ribadendo che Reggio Emilia non è una città razzista, ma una città che si confronta e lavora sull’inclusione”.

Il Pd sostiene inoltre che, mentre all’Università era in corso un incontro dedicato alle politiche comunali su inclusione e antidiscriminazione, gli esponenti di Fratelli d’Italia avrebbero scelto di lasciare materiale polemico senza partecipare al confronto pubblico.

Per la segreteria provinciale si sarebbe trattato di “un agguato personale” e di un’iniziativa “unicamente propagandistica”, con l’obiettivo di delegittimare l’assessora. “Marwa Mahmoud non è stata attaccata in quanto amministratrice, ma con il chiaro intento ideologico di delegittimarla per la sua identità. La città di Reggio Emilia farà da argine a questo populismo”, conclude la nota.