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Tre agenti aggrediti in carcere da un detenuto

Sono stati colpiti con pugni e minacciati con un punteruolo di legno

REGGIO EMILIA – Tre agenti della Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Reggio Emilia sono rimasti feriti ieri durante la gestione di un detenuto sottoposto a “sorveglianza particolare”. Nel reparto “Antares”, mentre lo accompagnavano all’aperto, gli operatori sono stati presi a pugni, per poi essere minacciati minacciati al ritorno in cella con un punteruolo di legno ricavato dal manico di una scopa.

Gli agenti hanno riportato prognosi per complessivi 20 giorni. Uno di loro era in servizio da meno di un mese e un altro era stato già aggredito due settimane fa. A denunciare l’episodio è Ivano Maltoni, segretario della Fns Cisl Emilia-Romagna, che commenta: “Nel carcere di Reggio non siamo più davanti a episodi isolati, ma a una linea rossa superata sulla pelle della Polizia penitenziaria”.

Quanto avvenuto, aggiunge, non è una “una fatalità del mestiere, ma il risultato di organici insufficienti, reparti complessi lasciati soli e sicurezza affidata quasi solo al coraggio dei colleghi”. Nel reparto, continua Maltoni, “si entra senza sapere come se ne esce, la situazione appare fuori controllo. C’è paura ad andare al lavoro davanti a soggetti ad altissima aggressività”.

In particolare la sezione Antares ospita circa 30 detenuti, soprattutto persone sottoposte agli articoli 14 bis e ex 32 dell’ordinamento penitenziario, norme previste per chi ha già manifestato condotte violente. “Dall’inizio dell’anno – segnala la Fns Cisl- si contano una decina di episodi con prognosi per gli agenti, oltre a una media di 4-6 eventi critici al giorno tra detenuti”. Questo anche a causa della carenza di organico che vede la mancanza di 120 agenti. “Quando lo Stato lascia i reparti senza uomini e strumenti, sicurezza dei lavoratori e diritti dei detenuti cadono insieme”, dice la Cisl.