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Scippi e rapine, in manette la “banda del monopattino”

La polizia ha arrestato tre cittadini egiziani, di età compresa tra i 19 e 21 anni, due dei quali già noti alle forze dell’ordine

REGGIO EMILIA – Scippi e rapine commesse nel centro città a Reggio Emilia: arrestati dalla polizia i membri della “banda del monopattino”. Si tratta di tre egiziani che, tra il mese di aprile e la fine del mese di maggio scorso, avrebbero messo a segno otto episodi tra furti con strappo e rapine nel centro città, agendo sempre nello stesso modo e utilizzando un monopattino elettrico per raggiungere rapidamente le vittime, dopo averle accuratamente selezionate, garantendosi poi la fuga.

La reiterazione dei reati e la particolare spregiudicatezza del loro modus operandi avevano generato un diffuso allarme sociale tra i cittadini reggiani. Nei giorni scorsi la polizia ha arrestato i membri del gruppo composto da tre cittadini egiziani, di età compresa tra i 19 e 21 anni, due dei quali già noti alle forze dell’ordine.

Le indagini condotte dagli investigatori della squadra mobile hanno consentito di appurare che il gruppo fosse ben organizzato e caratterizzato da una precisa suddivisione dei compiti: c’era chi conduceva il monopattino, chi materialmente si impossessava dei beni delle vittime, ovvero collane d’oro, e chi svolgeva funzioni di controllo e supporto, monitorando l’area per agevolare l’azione criminosa e la successiva fuga.

In alcune occasioni gli scippi degli egiziani, per vincere la resistenza opposta dalla persona offesa, si trasformavano in vere e proprie rapine dato che i malviventi facevano ricorso alla violenza fisica e all’utilizzo di spray al peperoncino per garantirsi fuga. La prima rapina è stata consumata nel pomeriggio dell’8 aprile scorso in via Vecchi, una laterale di via Turri in zona stazione, ai danni di una signora di nazionalità ucraina, a cui i malviventi hanno rubato una collana d’oro.

Il secondo episodio, invece, si è verificato nel pomeriggio del 29 aprile scorso, all’intersezione tra via Dante Alighieri e via Roma. Anche in questo a caso ad essere presa di mira dalla banda è stata una donna dell’est Europa, privata della sua collana d’oro.

Pochi giorni dopo, ovvero il Primo Maggio, i tre giovani egiziani hanno messo a segno un nuovo colpo, questa volta in via Veneri, ai danni di un uomo asiatico nei confronti del quale i tre malfattori, pur di conseguire il loro profitto, hanno utilizzato lo spray al peperoncino per farlo desistere ed impossessarsi della collana d’oro che indossava.

Nei giorni a seguire gli indagati si sono resi responsabili di altre rapine. In poche ore tra il pomeriggio del 3 maggio e la mezzanotte seguente hanno compiuto una rapina in viale Timavo ai danni di una donna dell’est Europa appropriandosi con violenza della sua collana d’oro e della borsa.

Nelle ore seguenti, in piazzale Europa, hanno messo a segno un’altra rapina, ai danni, questa volta, di un uomo avvicinato con un banale pretesto e poi aggredito per rubargli la collana che portava al collo. Nel pomeriggio del 7 maggio scorso, due dei tre indagati hanno agito di nuovo, rapinando una signora reggiana all’altezza del Campo di Marte e, nel pomeriggio del 20 maggio, hanno compiuto un’altra rapina ai danni di una donna dell’est Europa in via Cellini.

L’ottava rapina risale, invece, alla notte del 27 maggio in piazzale Europa dove a farne le spese questa volta è stato un italiano, caduto accidentalmente dalla bicicletta e finito in balia di un gruppo di uomini in corso di identificazione, tra i quali figurava uno degli odierni arrestati che, fingendo di volerlo aiutare, alla fine si è impossessato con violenza del telefono, degli occhiali da sole e della bicicletta del malcapitato.

Gli investigatori della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile di Reggio Emilia, attraverso l’esecuzione di specifici servizi di osservazione, pedinamento e controllo del territorio, sono riusciti a risalire all’identità dei presunti autori dei fatti delittuosi commessi.

Le indagini sono state corroborate dalla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza comunali, dalle dichiarazioni delle persone offese e dei testimoni dei fatti, dall’analisi dei social network in uso agli indagati, permettendo così agli agenti della polizia di ricostruire i ruoli ricoperti da ciascuno degli indagati nei diversi episodi delittuosi e raccogliere un solido quadro probatorio condiviso dall’autorità giudiziaria che ha emesso i provvedimenti restrittivi.

Trattandosi di persone senza fissa dimora, soliti cambiare abitazione frequentemente per non lasciare tracce e non essere facilmente rintracciabili, anche la fase dell’esecuzione delle misure cautelari ha richiesto un particolare impegno da parte degli investigatori reggiani che sono riusciti, in poco tempo, ad arrestarli tutti e tre assicurandoli alla giustizia. Le indagini proseguono per verificare il coinvolgimento degli indagati in altri episodi analoghi commessi negli ultimi giorni.