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Rcf Arena, Rossi: “Basta polemiche, serve una strategia per fare di Reggio una capitale della musica”
Il deputato del Pd, Andrea Rossi

Il deputato Pd dopo l’annullamento del festival: “Il danno d’immagine è evidente, ma il futuro si costruisce con una visione condivisa e una programmazione capace di attrarre grandi eventi”

REGGIO EMILIA – L’annullamento del festival Pulse of Gaia rappresenta un duro colpo non solo per gli organizzatori e per il pubblico, ma anche per l’immagine di Reggio Emilia e della Rcf Arena. Tuttavia, secondo il deputato del Partito Democratico Andrea Rossi, questo “non è il momento di alimentare le polemiche, bensì di aprire una riflessione sul futuro della grande arena e sul ruolo che potrà svolgere nei prossimi anni”.

Per Rossi il danno reputazionale è evidente e coinvolge l’intero territorio, ma continuare a cercare responsabilità rischia di essere poco utile. “La vera domanda – sostiene – non riguarda soltanto ciò che è accaduto nelle ultime settimane, ma ciò che vogliamo che la RCF Arena diventi nei prossimi dieci anni”.

Il parlamentare ricorda come il progetto sia nato con un obiettivo preciso: trasformare Reggio Emilia in una capitale europea della musica attraverso una struttura unica nel panorama nazionale e internazionale, capace di attrarre grandi eventi e di generare ricadute economiche, culturali e turistiche. Una visione che, a suo giudizio, mantiene ancora oggi tutta la sua validità.

Nel frattempo, osserva Rossi, il mercato degli eventi live è profondamente cambiato. “La musica dal vivo è diventata uno strumento strategico di valorizzazione dei territori e molte città stanno investendo risorse importanti per aggiudicarsi concerti e festival in grado di richiamare decine di migliaia di persone”.

Il deputato cita diversi esempi: Roma, che nel 2027 ospiterà il grande evento per i cinquant’anni di carriera di Vasco Rossi e che già accoglie numerosi concerti tra lo Stadio Olimpico e il Circo Massimo; Ferrara, ormai consolidata come sede di grandi appuntamenti musicali; Imola, che affianca alla tradizionale vocazione motoristica una crescente programmazione di spettacoli dal vivo; oltre a Milano e Torino, dove continuano a nascere nuovi spazi dedicati ai grandi eventi.

“La competizione è già iniziata”, avverte Rossi, sottolineando che Reggio Emilia non può limitarsi a utilizzare la Rcf Arena per pochi grandi concerti all’anno. La vera forza della struttura, infatti, risiede nella sua versatilità.

Secondo il parlamentare, l’arena deve diventare uno spazio vivo per molti mesi all’anno, capace di ospitare eventi di diversa natura e dimensione. A dimostrarlo sono già alcune manifestazioni organizzate nel boulevard e nelle aree circostanti, dalla musica elettronica di Elrow alla Festa dell’Unità, che testimoniano come il valore di una venue dipenda sempre più dalla capacità di accogliere pubblici differenti e format innovativi.

La sfida, quindi, è trasformare la Rcf Arena “non solo in un luogo, ma in una piattaforma culturale, economica e territoriale”. Per raggiungere questo obiettivo, secondo Rossi, “serve una nuova fase fondata su una visione condivisa tra istituzioni, gestore della struttura e operatori del settore musicale, accompagnata da solide capacità manageriali e organizzative”.

Un altro elemento ritenuto fondamentale è il rapporto con il mondo delle produzioni musicali. Nessuna infrastruttura, osserva il deputato, può crescere senza una rete di relazioni e senza la fiducia degli operatori del settore. Per questo, pur riconoscendo la legittimità del dibattito politico di questi giorni, invita ad “abbassare i toni e a lavorare per ricostruire dialogo e collaborazione, affinché la Rcf Arena torni a essere percepita come una grande opportunità da chi produce eventi e investe nel settore”.

“Le polemiche passano, mentre le opportunità perse rischiano di pesare per anni”, conclude Rossi. Il vero nodo, aggiunge, non è discutere esclusivamente di ciò che non ha funzionato, ma decidere se la RCF Arena debba rimanere una grande intuizione o diventare finalmente uno dei principali poli europei della musica dal vivo e dei grandi eventi. “Le potenzialità ci sono tutte – conclude –. Ora serve la volontà di fare sistema per trasformarle in risultati concreti”.