Cronaca
|Mafie, il prefetto lancia un osservatorio contro la corruzione
E un protocollo ad hoc per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione
REGGIO EMILIA – Istituire un osservatorio provinciale di legalità per “monitorare, raccogliere dati e fornire indicazioni strategiche per la comprensione e gestione di elementi indicativi del fenomeno corruttivo”. E’ la proposta lanciata oggi dal prefetto di Reggio Emilia, Salvatore Angieri, durante la Conferenza Permanente convocata con i sindaci, le associazioni di categoria economiche e la Procura. Il prefetto ha inoltre prospettato la possibilità di stipulare un protocollo ad hoc per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione.
Le ipotesi operative hanno preso le mosse anche dal numero di interdittive emesse in provincia negli ultimi anni, che hanno confermato (insieme a diversi processi) il radicamento della ‘ndrangheta nel reggiano. Dal 2012 ad oggi sono infatti state adottate 539 interdittive, con un picco di 106 provvedimenti nel 2022.

Il procuratore capo Calogero Gaetano Paci ha nuovamente richiamato l’attenzione di tutte le categorie professionali, produttive e datoriali affinché “si facciano carico di una responsabilità che passa attraverso la formazione di una coscienza deontologica, che è quell’orizzonte di legalità a cui tutti siamo chiamati a concorrere”. Paci ha definito poi le interdittive, così come i sequestri e le confische dei patrimoni mafiosi “strumenti fondamentali per la bonifica del sistema economico”.
Il sindaco di Reggio Marco Massari e il presidente della Provincia Giorgio Zanni hanno dato disponibilità a partecipare all’osservatorio, mentre le associzioni di categoria e gli Ordini professionali a sottoscrivere le intese. Per il prefetto “è importante sensibilizzare il territorio e gli imprenditori a riflettere sulla propria vulnerabilità” anche per individuare “i più idonei strumenti di difesa contro gli illeciti interessi della criminalità organizzata”.

