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Lavoro di cura, la Cgil accende i riflettori sulle tutele mancanti

Mercoledì, dalle 15,30, in Camera del Lavoro l’iniziativa “La cura oltre le mura”: focus su diritti, precarietà e welfare sempre più delegato a colf e badanti

REGGIO EMILIA – In una società che invecchia sempre di più, il lavoro di cura diventa un pilastro essenziale, ma resta ancora segnato da scarse tutele e da un riconoscimento insufficiente. È il tema al centro dell’iniziativa “La cura oltre le mura”, promossa dalla Filcams Cgil provinciale in occasione della Giornata nazionale del lavoro di cura e in programma mercoledì 1 luglio alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia.

Il sindacato punta i riflettori su un settore ritenuto fondamentale ma spesso marginale nel dibattito pubblico. “In un Paese come il nostro, dove l’età anagrafica è sempre più alta, il lavoro di cura rimane un ambito essenziale in cui lavoratrici e lavoratori sono ancora poco tutelati e poco riconosciuti”, sottolinea la Filcams Cgil in una nota. Tra le principali criticità segnalate ci sono le carenze contrattuali, a partire dal trattamento della malattia, retribuita per un massimo di 15 giorni e solo in presenza di oltre due anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, fino alla quasi totale assenza di permessi retribuiti e strumenti di welfare.

Secondo il sindacato, gran parte delle persone impiegate in questo settore arriva in Italia in cerca di migliori opportunità, lasciandosi alle spalle affetti e famiglie. Una condizione che spesso le espone a precarietà e ricatti, soprattutto nella fase di regolarizzazione del permesso di soggiorno.

“Molti di questi lavoratori si prendono cura dei nostri anziani e, con la morte dell’assistito, si trovano a dover ripartire da zero”, evidenzia ancora la Cgil. Una fragilità che riguarda non solo badanti, ma anche colf e baby sitter, figure che in molti casi operano ancora senza adeguata contrattualizzazione.

Il problema, sottolinea il sindacato, coinvolge anche il versante datoriale, composto non da grandi aziende ma soprattutto da famiglie e pensionati, spesso lasciati soli nella gestione di bisogni assistenziali sempre più complessi. Sullo sfondo, una questione più ampia: il progressivo trasferimento di compiti dal welfare pubblico al lavoro domestico privato.

L’iniziativa prenderà il via alle 15,30 con l’apertura affidata ad Anna Cuomo, funzionaria Filcams Cgil provinciale con delega al lavoro domestico. A seguire il confronto tra le parti sociali con gli interventi di Cristian Sesena, segretario generale Cgil Reggio Emilia, dell’assessora comunale alla Cura delle persone Annalisa Rabitti, della presidente Asp Reggio Emilia Alessandra Medici, di Tommaso Barilli dell’Ufficio Migranti Cgil, di River Tagliavini dello Spi Cgil, di Danilo Nanni dell’ufficio colf e badanti del Caaf regionale e di Alessandro Gabbi, segretario generale Filcams Cgil provinciale.