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Hellwatt, C.Volo: “Era tutto pronto, il festival è saltato per lo stop della prefettura”

In commissione comunale i vertici della società sostengono che contratti, piani di sicurezza e produzione fossero già definiti. “L’annullamento dei concerti di Travis Scott e Kanye West ha fatto crollare tutto il progetto”

REGGIO EMILIA – Per l’Hellwatt festival alla Rcf Arena di Reggio Emilia (poi ribattezzato “Pulse of Gaia” con il sigillo del gruppo Zamna) era in sostanza tutto pronto: contratti con gli artisti, piani di sicurezza, progetti tecnici di produzione. A rovinare la festa e “spegnere la musica” è stato il prefetto Salvatore Angieri, che il 29 maggio ha annullato i due principali concerti della manifestazione previsti il 17 (Travis Scott) e il 18 luglio (Kanye West).

Una crepa che si è allargata poi alle altre tre date previste, facendo alla fine collassare tutta la kermesse. La vedono così i rappresentati di C.Volo, la società di imprenditori reggiani che gestisce l’arena al Campovolo, auditi questa sera (dopo non poche resistenze) dai consiglieri della sesta commissione del Comune di Reggio Emilia. Il presidente Andrea Cattini racconta che “abbiamo iniziato già nel 2025 ad organizzare questo evento e ci siamo attivati direttamente per garantire dei concerti anche per l’estate del 2026, che non erano stati previsti, assemblando una squadra di professionisti”.

Tra questi anche il “perfetto sconosciuto” Victor Yari Milani, nominato direttore artistico e poi silurato con cui, spiega Cattini, “sono sorte progressivamente divergenze insanabili”. Ad esempio, chiosa il vicesindaco Lanfranco de Franco “su deroghe ai limiti di orario per il rumore fino all’alba, a cui abbiamo detto di no”. Con l’ex direttore artistico C.Volo assicura però che “ad oggi, al di là delle minacce, non abbiamo sentore di cause legali” (i vertici della società erano tuttavia accompagnati anche dal loro legale Ettore Rocchi). Il presidente Cattini assicura inoltre che i contratti con gli artisti erano tutti stati firmati, mantenendo però riservati gli importi.

Quanto ai rapporti con Enac, l’Ente per l’aviazione civile che ha minacciato di revocare la concessione sull’area non operativa dell’aeroporto dove sorge l’arena, gli organizzatori del festival precisano: “Stiamo rispettando la concessione, che scadrà nel 2035, e siamo adempienti ai canoni di concessione. Non ci sono altri problemi di nostra conoscenza”. Rispetto alla capienza dell’arena, pari a 103.000 persone, Cattini ammette che “alcuni eventi erano di sicura soddisfazione, altri meno”.

Ma per tutti, i biglietti saranno rimborsati. Paolo Vettorello, titolare dello studio Sigfrida di Ferrara, è invece il professionista che si è occupato della sicurezza ed ha già lavorato alla Rcf Arena. Infatti conferma: “Partivamo da una situazione già conosciuta e i piani sanitari li stavamo approfondendo”. Vittorio Dellacasa, precisando il suo ruolo di “manager di produzione” (e non di nuovo direttore artistico), assicura che “la produzione dei due eventi più importanti era stata studiata nei minimi dettagli. Ad esempio perché avevano due palchi collocati in modo diverso e avevamo già studiato un sistema per permettere il cambio in una notte. Anche con le produzioni straniere le nostre interlocuzioni stavano andando avanti”.

Dellacasa garantisce infine: “Abbiamo cercato in tutti i modi di sostenere la fattibilità di un evento che aveva picchi molti alti di ‘grandeur’. Abbiamo dato priorità alla sicurezza e, anche su questo, molti aspetti non erano graditi al vecchio direttore artistico”.

Spiegando le ragioni che hanno portato i gruppi di opposizione a richiedere la commissione, Fabrizio Aguzzoli (Coalizione civica) spiega: “Non volevamo un tribunale politico, ma capire come siano andate le cose per non ripetere gli stessi errori”. Il vice sindaco De Franco, infine, evidenzia: “L’arena è una struttura che funziona e i concerti organizzati in passato, con 100.000 spettatori, stanno lì a dimostrarlo”.