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Fdi contro i fondi all’Istituto Cervi: scontro in Regione
La festa del 25 Aprile quest'anno a casa Cervi

Il consigliere regionale Bocchi chiede di spostare alla giunta la quota associativa da 18.592 euro versata dall’Assemblea legislativa. Il centrosinistra replica: “Un rapporto storico che va mantenuto”

REGGIO EMILIA – Fratelli d’Italia mette nel mirino la quota associativa da 18.592 euro che l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna versa ogni anno all’istituto Cervi. Secondo il consigliere regionale Priamo Bocchi “sarebbe più corretto e più opportuno che questa spesa venga dal prossimo anno addebitata alle spese della giunta, per questo – annuncia il meloniano – presenterò nei prossimi giorni un’interrogazione”.

La proposta viene appoggiata anche da altri colleghi, ma il centrosinistra dà subito lo stop. L’istituto Cervi, ribatte la dem Marcella Zappaterra, “ha con l’Assemblea legislativa un rapporto istituzionale ormai storico che ovviamente può essere messo in discussione, questo fa parte della discussione politica che lascio ai colleghi dei gruppi assembleari, ma io avrei qualche perplessità a dire che usciamo dalla partecipazione dell’istituto Cervi”.

Netto anche Paolo Trande di Avs: “Naturalmente noi come gruppo difenderemo le scelte fatte sulla necessità di approfondire di tenere viva la memoria della storia del Novecento. In questo senso la partnership con l’istituto Cervi a noi sembra fondamentale”. Il botta e risposta è arrivando durante la discussione sul rendiconto 2025 dell’Assemblea, approvato con i voti favorevoli del centrosinistra e di Forza Italia e con l’astensione di FdI, Lega e Rete civica. Scorrendo i numeri, si vede che l’esercizio di bilancio 2025 si chiude con un avanzo complessivo di oltre 2,7 milioni di euro, di cui 1,4 milioni effettivamente disponibili per nuove scelte e con un fondo cassa superiore ai sei milioni di euro.

Tra i dati del rendiconto figura anche il costo pro capite di funzionamento dell’Assemblea, che resta sostanzialmente stabile e si attesta a 7,24 euro per cittadino, in linea con l’anno precedente. A confermare la solidità della gestione sono anche i residui, riferiti in larga parte all’annualità in corso, e i tempi di pagamento: l’Assemblea paga in media in circa 15 giorni, ben al di sotto della soglia prevista dalla legge.