Italia e mondo
Europa nella morsa del caldo estremo: il blocco Omega infiamma il continente
Dalla Gran Bretagna alla Spagna temperature record e notti tropicali. Guterres lancia l’allarme: “Londra sta bruciando”
ROMA – L’Europa boccheggia sotto una cappa di calore che non accenna a dissolversi. A spingere le temperature verso livelli record è il cosiddetto blocco Omega, una particolare configurazione atmosferica che prende il nome dalla lettera greca Ω e che da giorni intrappola una vasta massa d’aria rovente nel cuore del continente, lasciando ai margini correnti più fresche. Tradotto: il caldo resta fermo, si accumula e diventa sempre più opprimente.
L’Italia soffre, ma nel resto d’Europa la situazione appare in alcuni casi ancora più critica. Dalla Gran Bretagna ai Paesi Bassi, passando per Francia e Spagna, il continente sta facendo i conti con temperature anomale, infrastrutture sotto stress e misure d’emergenza sempre più insolite.
A lanciare l’allarme è stato il segretario generale dell’ONU, António Guterres, intervenuto a Londra durante la Settimana di azione per il clima. Richiamando Charles Dickens, Guterres ha parlato di “una storia di due crisi”: quella climatica, che spinge il pianeta verso soglie sempre più pericolose, e quella energetica, che continua ad alimentare la dipendenza dai combustibili fossili. Due emergenze diverse solo in apparenza, accomunate – secondo il capo delle Nazioni Unite – dalla stessa radice. Il suo monito è stato netto: “Londra sta bruciando”.
Nel frattempo, i governi europei cercano contromisure. Nei Paesi Bassi si registrano scene quasi surreali. A Hilversum è entrato in azione persino uno spargisale, utilizzato per abbassare la temperatura dell’asfalto e limitarne il deterioramento. Con punte previste fino a 38 gradi, sei province olandesi hanno attivato protocolli straordinari per il caldo, mentre ferrovie e servizi di emergenza invitano i cittadini a limitare gli spostamenti.
Ad Amsterdam sono stati allestiti dodici rifugi climatici distribuiti tra supermercati, centri pubblici e fattorie urbane. Squadre di consulenti energetici stanno inoltre visitando le abitazioni per distribuire pellicole termoisolanti da applicare alle finestre, nel tentativo di ridurre l’accumulo di calore negli edifici.
Anche la Francia sta vivendo giornate eccezionali. Nella notte tra lunedì e martedì è stato registrato il valore notturno medio più alto dal 1947: 21,6 gradi, oltre il precedente record del 2019. Un dato che conferma come il caldo non conceda tregua nemmeno dopo il tramonto.
L’ondata di calore sta producendo conseguenze drammatiche anche sul fronte della sicurezza. Negli ultimi giorni, quaranta persone sono morte annegate in aree balneari non sorvegliate in Francia. Un bilancio che il governo ha definito allarmante, sottolineando come molte vittime siano giovani.
In Spagna le anomalie termiche arrivano fino a dieci gradi sopra la media stagionale, con picchi ancora più elevati nelle regioni settentrionali.
La caratteristica più inquietante del blocco Omega, però, non è soltanto l’intensità del caldo, ma la sua persistenza. Non è una perturbazione di passaggio. È una struttura stabile, quasi immobile, che resta ancorata sul continente. In altre parole, non se ne va: aspetta.

