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Cucciolo di capriolo strappato al bosco: denunciati

L’animale, prelevato illegalmente dal suo habitat e nascosto in un’abitazione privata a Vetto, è stato salvato e affidato al Cras di San Polo

VETTO (Reggio Emilia) – Un cucciolo di capriolo, sottratto al suo ambiente naturale e tenuto illegalmente in un’abitazione privata, è stato salvato dai militari del Nucleo carabinieri forestale di San Polo. L’operazione, scattata il 9 giugno grazie a una segnalazione del Centro recupero animali selvatici (Cras) di San Polo, ha portato alla denuncia di due persone per una serie di gravi reati legati alla tutela della fauna selvatica.

I carabinieri si sono recati in un’abitazione del comune di Vetto, dove hanno trovato il piccolo capriolo detenuto in cattività da un cittadino italiano. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire che l’animale era stato prelevato illecitamente dal suo habitat naturale il giorno precedente, l’8 giugno, da un conoscente che lo aveva poi affidato all’uomo.

capriolo

Il cucciolo è stato immediatamente recuperato e trasferito al Cras Rifugio Matildico di San Polo, dove è stato preso in carico dagli operatori specializzati. Qui riceve le cure veterinarie e l’alimentazione necessarie per affrontare un delicato percorso di riabilitazione che, se possibile, consentirà il suo ritorno in natura.

Per l’autore del prelievo sono scattate le accuse di furto aggravato ai danni della fauna selvatica, considerata patrimonio indisponibile dello Stato, e di prelievo illecito di piccoli mammiferi. La persona trovata in possesso del capriolo dovrà invece rispondere dei reati di ricettazione e maltrattamento di animali, fattispecie che prevedono pene particolarmente severe.

I carabinieri ricordano che sottrarre un cucciolo di animale selvatico al proprio habitat provoca gravissime conseguenze. La separazione dalla madre genera infatti uno stato di forte stress, mentre un’alimentazione domestica è del tutto inadatta per un esemplare così giovane e può comprometterne la sopravvivenza. Anche il semplice contatto con l’uomo rischia di alterarne il comportamento naturale, rendendo molto difficile un futuro reinserimento in libertà.

Le forze dell’ordine lanciano inoltre un appello ai cittadini. In primavera e in estate è frequente imbattersi in piccoli di capriolo nascosti tra l’erba: nella maggior parte dei casi non sono stati abbandonati, ma attendono il ritorno della madre, che li lascia temporaneamente al riparo mentre si alimenta.

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Per questo motivo è fondamentale non toccare né spostare gli animali e allontanarsi senza disturbarli. Solo nel caso in cui il cucciolo sia chiaramente ferito o in una situazione di pericolo immediato è necessario contattare gli enti competenti o un Centro recupero animali selvatici, evitando qualsiasi iniziativa personale.

Prelevare fauna selvatica dal bosco senza un giustificato motivo, concludono i carabinieri forestali, non solo costituisce un illecito penalmente perseguibile, ma provoca anche un danno irreparabile all’equilibrio dell’ecosistema.