Logo
Chi è nato negli Stati Uniti resterà cittadino americano: la Corte suprema dà torto a Trump

Respinto il tentativo del presidente di porre fine al diritto “birthright citizenship”, così come è stato interpretato per oltre un secolo

ROMA – La Corte suprema degli Stati Uniti ha respinto il tentativo di Donald Trump di porre fine al diritto alla cittadinanza per nascita (“birthright citizenship”), così come è stato interpretato per oltre un secolo.
I giudici, riferisce l’emittente Cnn e altri media americani, hanno annullato un ordine esecutivo che rappresentava uno dei punti chiave dell’agenda del presidente, nonostante fin dall’inizio vi fossero dubbi sulla sua legittimità giuridica.

IL QUATTORDICESIMO EMENDAMENTO

“I bambini nati negli Stati Uniti da genitori presenti illegalmente o temporaneamente sul territorio statunitense sono soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti e sono cittadini dalla nascita ai sensi della clausola sulla cittadinanza del Quattordicesimo Emendamento”, si legge nella sentenza. Nel corso delle discussioni orali tenutesi ad aprile, i giudici della Corte avevano lasciato intendere che avrebbero confermato il principio secondo cui le persone nate negli Stati Uniti da genitori non cittadini statunitensi acquisiscono automaticamente la cittadinanza. Trump aveva assistito alle discussioni ed era stato il primo presidente in carica a farlo. La clausola sulla cittadinanza del XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, adottato nel 1868, afferma che “tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono”.

Trump, nel suo primo giorno in carica, il 20 gennaio 2025, aveva firmato un ordine esecutivo volto ad annullare tale diritto. L’ordinanza stabiliva che, 30 giorni dopo la sua entrata in vigore, i bambini nati negli Stati Uniti non avrebbero avuto diritto al rilascio di documenti di cittadinanza se i loro genitori erano immigrati illegalmente o erano lavoratori privi di documenti. Diversi giudici dei tribunali distrettuali statunitensi avevano successivamente stabilito che l’ordine di Trump violava la Costituzione. E due corti d’appello federali avevano confermato le ingiunzioni che impedivano all’ordinanza di entrare in vigore (Fonte Dire).