Il capogruppo Paglialonga è sarcastico: “È una forma di governo innovativa: non risolvere i problemi, ma prendersela con chi li evidenzia”
REGGIO EMILIA – “Dal manuale della giunta Massari: quando sei in difficoltà, non spiegare, indignati. Quando ti chiedono documenti, parla di odio. Quando ti chiedono trasparenza, parla di attacchi personali. Quando ti chiedono conto delle tue dichiarazioni, accusa l’opposizione di delegittimazione”.
Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, usa il sarcasmo per rivendicare la legittimità del volantinaggio di sabato scorso contro l’assessora all’Intercultura Marwa Mahmoud (legato alla vicenda delle mancate risposte sulle denunce presentate allo Sportello antidiscriminazione), duramente stigmatizzato ieri dalla giunta di piazza Prampolini.
“È una forma di governo innovativa: non risolvere i problemi, ma prendersela con chi li evidenzia”, continua il consigliere, secondo cui “attendiamo il momento in cui, per il Comune, presentare un accesso agli atti rappresenterà una minaccia per la stabilità internazionale”.
Nel merito Paglialonga sottolinea poi che “l’assessora prima utilizza pubblicamente presunti numeri e presunte segnalazioni riconducibili allo sportello antidiscriminazione per lanciare accuse gravissime che finiscono per gettare un’ombra sui cittadini reggiani e persino sui dipendenti comunali dell’Anagrafe. Poi, quando le viene chiesto di mostrare gli atti che supportano tali affermazioni, cala il silenzio. E infine arriva la solidarietà della giunta e contestualmente si evocano denunce nei confronti di chi chiede semplicemente di vedere le carte. Ma “quando la politica rinuncia a rispondere e comincia a evocare procure, tribunali e denunce, sta certificando una cosa molto semplice: la propria debolezza”.
Pertanto “noi continueremo serenamente a fare domande e quella posta su questo argomento, resta ancora lì, immobile e senza risposta”, chiude il capogruppo di FdI.

