Cronaca
|Caldo record in nidi e materne, la Cgil: “Fino a 36 gradi nelle aule, situazione insostenibile”
La Funzione Pubblica lancia l’allarme su Reggio e provincia: “Bambini e lavoratori in condizioni estreme”. Attivati Spsal e Ispettorato del lavoro
REGGIO EMILIA – Il caldo soffocante di questi giorni sta trasformando nidi e scuole dell’infanzia di Reggio Emilia e provincia in vere e proprie serre, con temperature interne che in alcuni casi raggiungono i 36 gradi. A lanciare l’allarme è la Fp Cgil di Reggio Emilia, che parla di una situazione ormai oltre il limite della sopportazione per bambini, educatori e personale scolastico.
“I termometri non mentono e la realtà dentro le sezioni ha superato il livello di guardia”, denuncia il sindacato in una nota. Secondo le segnalazioni e la documentazione fotografica raccolta nelle ultime ore, all’interno delle strutture si registrano temperature comprese tra 34 e 36 gradi, aggravate da tassi di umidità elevati che rendono l’aria particolarmente pesante e difficile da respirare.
Per la sigla sindacale non si può più liquidare il problema come una semplice ondata di calore eccezionale. “Siamo di fronte agli effetti del cambiamento climatico. Pensare di affrontare i mesi di giugno, luglio e settembre con edifici obsoleti e privi di sistemi di refrigerazione è un errore politico e gestionale che ricade sui più fragili e sui lavoratori”, sottolinea la Fp Cgil.

Nel mirino finiscono le condizioni strutturali di molte scuole dell’infanzia e dei nidi del territorio, giudicate ormai inadeguate ad affrontare estati sempre più torride. Per questo il sindacato chiede ai sindaci della provincia, al Comune di Reggio Emilia e alle cooperative che gestiscono i servizi educativi un cambio di passo immediato.
La richiesta è quella di un piano straordinario di investimenti per climatizzazione, efficientamento energetico e riqualificazione termica degli edifici scolastici. “Non si tratta di un lusso, ma del diritto alla salute e a una permanenza dignitosa nelle strutture”, ribadisce il sindacato, respingendo in anticipo eventuali giustificazioni legate alla scarsità di risorse economiche.
“Non accetteremo che la risposta sia ‘non ci sono i soldi’ mentre bambini, anche di pochi mesi, e lavoratori affrontano temperature da pieno deserto dentro strutture pubbliche. La politica deve darsi delle priorità e la scuola deve tornare in cima all’agenda”.
Nel frattempo la Fp Cgil ha deciso di passare dalle denunce ai fatti, attivando Spsal e Ispettorato del lavoro per segnalare le situazioni più critiche emerse finora. Saranno ora gli organismi competenti a effettuare verifiche strumentali sulle temperature effettive all’interno delle strutture e a valutare eventuali misure correttive urgenti.

