Cronaca
|Caldo, decalogo dei sindacati reggiani per proteggere i lavoratori
Fim, Fiom e Uilm: “Troppe aziende non hanno effettuato investimenti sufficienti per ridurre temperature e umidità nei reparti”
REGGIO EMILIA – Un decalogo di interventi da adottare immediatamente nelle fabbriche dove non sono stati realizzati adeguamenti tecnologici per fronteggiare l’emergenza climatica. Lo hanno stilato Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil provinciali di Reggio Emilia, dopo aver denunciando come “troppe aziende non abbiano effettuato investimenti sufficienti per ridurre temperature e umidità nei reparti”, con un rischio crescente di malori e collassi tra i lavoratori.
Tra le misure richieste figurano l’aumento delle pause (fino a dieci minuti ogni ora nelle attività più gravose come montaggio, magazzino e lavorazioni meccaniche) da svolgere, ove possibile, in ambienti climatizzati. I sindacati chiedono inoltre di rimodulare gli orari di lavoro anticipando l’ingresso al mattino e riducendo la permanenza nelle ore più calde della giornata, mantenendo invariata la retribuzione e ponendo il costo a carico delle imprese. Nel documento sindacale trovano spazio anche la riduzione dei ritmi produttivi, la disponibilità costante di acqua fresca, la distribuzione di ventilatori dove necessario e l’installazione in ogni reparto di termometri e igrometri per consentire alle Rsu e agli Rls di monitorare temperature e livelli di umidità, anche in prossimità dei macchinari.
Tra le proposte anche la possibilità, su richiesta del singolo lavoratore, di lasciare il posto di lavoro utilizzando i propri permessi individuali qualora non si senta nelle condizioni di proseguire l’attività. Viene inoltre ribadito il ruolo delle Rsu nella gestione delle problematiche legate alla sicurezza, con la richiesta di convocare assemblee di reparto per individuare insieme ai lavoratori le misure organizzative più efficaci contro il rischio di malori.
Infine, secondo Fim, Fiom e Uilm, eventuali modifiche agli orari dovranno essere condivise con le rappresentanze sindacali e con i dipendenti. “Queste proposte di buon senso – spiegano le organizzazioni sindacali – devono essere viste nell’ottica della prevenzione sulla salute e sicurezza. Invitiamo le aziende a confrontarsi con le Rsu per individuare tutte le soluzioni possibili di fronte all’emergenza climatica”.
Le sigle dei metalmeccanici avvisano poi che, nel caso in cui le imprese non adottassero misure adeguate a garantire la sicurezza dei lavoratori, Rsu e organizzazioni sindacali valuteranno insieme ai dipendenti le iniziative da intraprendere, richiamando anche l’articolo 44, comma 1, del Decreto Legislativo 81 del 2008, che disciplina il diritto dei lavoratori ad allontanarsi da situazioni di pericolo grave e immediato. “Non possiamo aspettare che svengano gli operai per adottare interventi di prevenzione”, concludono i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm Roberta Castronuovo, Simone Vecchi e Jacopo Scialla.

