Politica
|Bambino travolto e ucciso da un camion: opposizioni all’attacco
Tarquini: “Tragedia annunciata”. Paglialonga: “Mai accolte le nostre proposte”. Malavasi e Gazza: “Facciamo tutto il possibile perché nessun’altra famiglia debba vivere questo stesso dolore”
REGGIO EMILIA – Minoranze all’attacco, a Reggio Emilia, dopo la morte di J. N. M., l’11enne che ha perso la vita ieri in città, investito davanti ai suoi fratelli da un camion della nettezza urbana in via Zanichelli. “Il cordoglio non basta. Chi governa deve chiedersi se ha fatto davvero tutto il possibile per prevenire questa tragedia”, dice Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, esprimendo anzitutto a nome del partito “il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia del bambino tragicamente scomparso” colpita “da un dolore impossibile da immaginare”.
Accanto al lutto, però, Fdi chiede una riflessione sulle responsabilità della politica e sulle misure adottate negli anni per la sicurezza della viabilità cittadina. “In queste ore sentiamo ripetere da tutti che non si può morire in questo modo. Ed è vero”, afferma Paglialonga. “Ma allora qualcuno dovrebbe spiegare perché ogni volta che vengono presentate proposte concrete per aumentare la sicurezza stradale, migliorare la visibilità della segnaletica, eliminare situazioni di pericolo o intervenire sulle criticità della viabilità, queste vengono sistematicamente ignorate, rinviate o bocciate”.
Da anni, sottolinea ancora Paglialonga, “segnaliamo problemi sulla rete viaria cittadina. Da anni chiediamo maggiore attenzione alla manutenzione delle piste ciclabili, alla visibilità della segnaletica verticale e orizzontale, alla sicurezza degli attraversamenti e dei percorsi utilizzati quotidianamente da bambini, ragazzi e famiglie”. Ma “la sensazione è che il tema venga affrontato seriamente solo dopo che si verifica una tragedia”.
Ora però, afferma Paglialonga, “davanti alla morte di un bambino non basta dire “basta”. Bisogna avere il coraggio di chiedersi se sia stato fatto davvero tutto il possibile per evitare che accadesse”. Anche per Giovanni Tarquini, capogruppo di Reggio Civica in sala del Tricolore, “quello di via Zanichelli è un disastro stradale annunciato”. Per Tarquini, infatti, “il guaio sono gli incroci semaforici con attraversamento ciclopedonale contemporaneo con i veicoli a motore. In tutti i Paesi civili dove c’è veramente attenzione ai pedoni e ai ciclisti, gli incroci vengono attraversati sempre a veicoli completamente fermi. Il verde sulle strisce pedonali e sulle ciclabili è sempre disgiunto dal verde semaforico per i veicoli a motore. È il momento di cambiare le cose anche qui”.
Per il consigliere, inoltre, “il tema di riflessione deve essere esteso alla realizzazione, ormai in sempre più parti della città, di percorsi ciclabili dedicati, sia all’interno sia all’esterno del progetto Bici Lab. Aree che dovrebbero garantire maggiore sicurezza, ma abbiamo visto che non sempre è così”. Tarquini però avvisa: “Le piste ciclabili non si fanno per moda o propaganda, ma perché si crede veramente nella loro utilità. Un’utilità che non può mai cedere di fronte al bene della salute e dell’integrità delle persone, tanto più quando si tratta di piccole vite come in questo tristissimo caso”.
Ammonisce però il segretario provinciale del Pd Massimo Gazza: “Quando una comunità viene colpita al cuore non si può che provare a ragionare al di fuori di steccati e divisioni ideologiche, mettendo al centro un dato di fatto prepolitico: la sacralità della vita”. Il dem ricorda infine: “Chi sta al volante di qualsiasi mezzo a quattro ruote è il soggetto forte della strada. Attorno si muovono pedoni, ciclisti, donne e bambini, anziani. Sono loro i più esposti al rischio, le persone da tutelare”.
Sulla vicenda interviene anche la deputata Dem reggiana Ilenia Malavasi: “Conosco le strade dove è avvenuta la tragedia ed è per questo che il dolore di queste ore è ancora più forte. Non possiamo archiviare questa drammatica circostanza come un incidente imprevedibile. Se esistono tecnologie capaci di evitare che un mezzo pesante non veda un bambino in bicicletta, è nostro dovere, come Istituzioni, renderle obbligatorie senza ulteriori rinvii. La nostra proposta di legge in merito – presentata anche a seguito del confronto e dell’ascolto di FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – per i sistemi anticollisione sugli angoli ciechi va calendarizzate subito”.
“Da tempo assistiamo a un dibattito ideologico sul Codice della strada, che tuttavia ignora i soggetti più vulnerabili della mobilità, pedoni e ciclisti. La nostra proposta non si limita a modifiche tecniche, ma prevede strumenti concreti per gli enti locali, l’istituzione di un Fondo nazionale per la mobilità attiva, interventi per rendere più sicuri gli attraversamenti, le infrastrutture ciclabili e gli spazi urbani, promuovendo una visione della mobilità che mette al centro le persone”.
“Chiediamo con forza che questa proposta venga calendarizzata”, conclude Ilenia Malavasi, “perché oggi Reggio Emilia piange un bambino, ma il modo più serio per onorarne la memoria è fare tutto il possibile perché nessun’altra famiglia debba vivere questo stesso dolore”.

