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Aq16, Fdi esulta: “Lo sgombero è una vittoria della legalità”

Paglialonga e Melioli rivendicano il lavoro svolto con interrogazioni ed esposti e avvertono il Comune: “No a convenzioni o bandi su misura per gli occupanti del capannone”

REGGIO EMILIA – “Un risultato che rappresenta una vittoria della legalità, dei cittadini e del lavoro politico e istituzionale svolto da Fratelli d’Italia attraverso accessi agli atti, interrogazioni, esposti e una costante attività di denuncia pubblica”.

Così il capogruppo di FdI in Comune Cristian Paglialonga e il consigliere in sala del Tricolore Lorenzo Melioli, commentano l’avvio da parte del Comune di un procedimento di sgombero del capannone di via Fratelli Manfredi, occupato da oltre 23 anni senza alcun titolo dagli attivisti del centro sociale Aq16.

“Per anni una parte della politica ha chiuso gli occhi davanti all’evidenza, preferendo difendere gli occupanti anziché il rispetto delle regole. Oggi il Comune stesso certifica l’assenza di qualsiasi titolo che legittimi l’occupazione e riconosce criticità che Fratelli d’Italia denuncia da mesi. È la dimostrazione che avevamo ragione”, sottolinea Paglialonga.

“Questa però – avvisa – non è la conclusione della vicenda. È soltanto l’inizio del ripristino della legalità. L’immobile deve tornare nella piena disponibilità della collettività e dei cittadini reggiani”. Il consigliere torna poi a ribadire il suo dissenso all’ipotesi di una convenzione tra l’amministrazione e gli occupanti per regolarizzare l’utilizzo del capannone: “Il Comune pensa di riprendersi un immobile devastato, spendere oltre un milione di euro di soldi pubblici per sistemarlo e poi riconsegnarlo agli stessi occupanti? Sarebbe una follia politica e amministrativa senza precedenti”.

Sulla stessa linea Melioli: “Daremo battaglia in ogni sede istituzionale. Se verrà pubblicato un bando, vigileremo affinché sia realmente pubblico, trasparente e aperto a tutte le associazioni del territorio. Non accetteremo bandi cuciti su misura per trasformare gli occupanti abusivi in affittuari con il timbro del Comune”.