Cronaca
|Aq16: “Avanti con il confronto, non c’è la polizia alle porte”
Il portavoce Francesco Paone dopo l’avvio del procedimento di rilascio dell’immobile: “Era un atto dovuto che certifica una situazione nota. Il dialogo con il Comune continua e presenteremo le nostre osservazioni”
REGGIO EMILIA – “Aq16 non è sotto sgombero, il provvedimento del Comune ce lo aspettavamo perché certifica uno stato di fatto ed era un atto dovuto. Ma siamo tranquilli”.
Lo afferma Francesco Paone, portavoce del centro sociale Aq16 gestito dall’associazione “Acquarius”, commentando il procedimento avviato dal Comune per il rilascio del capannone di via Fratelli Manfredi, occupato abusivamente da oltre vent’anni. Paone, parlando con la ‘Dire’, assicura: “l’interlocuzione con il Comune per regolarizzarci continua e noi andremo avanti”.
Come? “Innanzitutto abbiamo fatto un accesso agli atti per avere le relazioni dei sopralluoghi e capire nel dettaglio quali sono le criticità contestate. Poi le studieremo insieme a dei nostri tecnici, professionisti esterni al laboratorio sociale, ma che ci conoscono da anni e si sono messi a disposizione”.
Quanto al termine di 10 giorni indicato nel provvedimento del dirigente Andrea Illari, Paone spiega: “Si riferisce al termine per presentare memorie o documenti utili all’istruttoria”. Inoltre “sono disposto ad andare a parlare con il dirigente, così come il suo stesso atto prevede”, fa sapere Paone. Infine l’attivista reggiano garantisce, “Siamo sereni: non abbiamo la ‘Celere’ alle porte e il centro non sarà certo sgomberato domani”.

