Interventi
“Progressioni al Comune, ombre sulla selezione: chiedo trasparenza”
Una lettrice ha presentato un esposto all’Oiv e una richiesta di autotutela, denunciando presunte disparità di trattamento e chiedendo verifiche sulla selezione
REGGIO EMILIA – Pubblichiamo una protesta che ci è stata inviata da una lettrice in merito a quella che definisce una “assenza di trasparenza nelle progressioni tra aree da parte del Comune di Reggio Emilia”.
Il 31 gennaio 2025 è stato pubblicato un bando di progressione tra le aree che, a mio avviso, ha escluso una larga percentuale di dipendenti che ritenevo avessero diritto a un’opportunità di carriera.
Per questo motivo, il 25 marzo scorso ho notificato un esposto all’Oiv (Organismo indipendente di valutazione) e, il 6 maggio, ho presentato una richiesta di intervento in autotutela indirizzata all’assessora alle Pari Opportunità Annalisa Rabitti e al Cug (Comitato unico di garanzia).
Le mie istanze, finalizzate a sollecitare un riesame della procedura, non hanno avuto esito favorevole. Ritengo infatti che la progressione presenti profili di possibile disparità di trattamento, con un potenziale vantaggio per l’assegnatario e un pregiudizio per altri dipendenti che, a mio giudizio, avrebbero avuto titolo ad accedere alle stesse opportunità di carriera.
Tra gli aspetti che contesto vi è l’esclusione dei dipendenti che non possedevano o non hanno prestato il consenso all’utilizzo della propria identità digitale personale, nonostante, a mio avviso, non sussista uno specifico obbligo di legge in tal senso e benché alcuni abbiano regolarmente presentato la candidatura tramite Pec. Inoltre, tale identità digitale non sarebbe stata utilizzata nello svolgimento delle prove.
Ritengo inoltre che il bando non abbia previsto adeguate tutele per i dipendenti con disabilità, nonostante tali garanzie siano previste dalla normativa. La prima prova si è svolta mediante tablet, strumento che, a quanto mi risulta, non era indicato nel bando e che avrebbe potuto penalizzare, ad esempio, candidati con disabilità visiva, privandoli della possibilità di richiedere gli ausili e i tempi aggiuntivi previsti dalla legge.
Contesto anche il fatto che i dipendenti impossibilitati a sostenere le prove a causa di gravi patologie siano stati automaticamente esclusi dalla procedura.
Richiamo inoltre quanto sarebbe stato comunicato il 19 marzo 2025, durante un’assemblea sindacale, da rappresentanti della Rsu-Cgil, circostanza che, a quanto mi risulta, avrebbe portato i rappresentanti della Cisl a chiedere che le prove si svolgessero a porte aperte, nell’interesse della massima trasparenza.
Ritengo inoltre che vi siano elementi che meritino un approfondimento. In particolare, a mio avviso, non sarebbe stata effettuata un’adeguata comparazione con i fascicoli degli altri candidati e la progressione sarebbe stata attribuita a un dipendente che, secondo la mia valutazione, non possederebbe i requisiti di esperienza e competenza nel ruolo di destinazione richiesti dall’articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo 165/2001. Proprio per questo ho chiesto che venga svolta una verifica comparativa dei fascicoli dei dipendenti appartenenti allo stesso servizio.
Ritengo che, di fronte alle criticità da me evidenziate, l’amministrazione, attraverso il direttore generale Mattioli e l’assessora Rabitti, abbia scelto di non promuovere una procedura di autotutela finalizzata al riesame della progressione, né di procedere alla comparazione che avevo richiesto.
Ad oggi non mi è inoltre pervenuto alcun riscontro da parte del Cug.
Per queste ragioni rivolgo, attraverso questo intervento, un invito all’Amministrazione comunale, che si fregia dello slogan “Città delle persone”, affinché valuti l’opportunità di avviare gli opportuni approfondimenti interni e una procedura di autotutela, con l’obiettivo di garantire legalità, trasparenza, tutela dell’interesse pubblico e pari dignità a tutti i dipendenti.
Emanuela Monaci

