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Truffa Achille Lauro, sequestrato un fiume di ecstasy

I carabinieri hanno trovato, a casa dell’indagata per il raggiro, 1.543 pasticche di ecstasy: arrrestato un 36enne nigeriano

REGGIO EMILIA – Indagano su una truffa e, cercando il denaro sottratto, trovano un fiume di ecstasy: arrestato un 36enne nigeriano. L’indagine era nata per fare luce su un odioso raggiro: una 48enne reggiana, convinta di essere in contatto con lo staff del cantante Achille Lauro, era stata indotta a versare circa 10.000 euro per incontrare il proprio idolo.

Le indagini dei carabinieri avevano già portato alla denuncia di due persone tra cui una donna, per il reato di concorso in truffa. Ieri, i militari del nucleo operativo di Castelnovo Monti si sono presentati nel quartiere di Santa Croce a Reggio Emilia per una perquisizione delegata, volta a cristallizzare le prove del reato e recuperare i proventi della truffa. Mentre i militari rinvenivano una nuova carta prepagata, utilizzata dall’indagata per far transitare il denaro sottratto alla vittima, l’attenzione dei carabinieri si è spostata sul compagno della donna.

L’atteggiamento dell’uomo, un 36enne di origine nigeriana (commesso e residente in città), ha spinto gli operanti ad approfondire i controlli. Il risultato della perquisizione ha superato ogni previsione: occultate nell’abitazione, i carabinieri hanno rinvenuto 1.543 pastiglie di ecstasy, un quantitativo destinato ad inondare il mercato della movida reggiana. Insieme alla droga, è stata sequestrata la somma di 12.875 euro in contanti, ritenuta frutto dell’attività di spaccio e non collegata alla truffa online.

Se per la donna è scattato il sequestro della carta prepagata utilizzata per la truffa, per l’uomo si sono spalancate le porte del carcere. A carico del 36enne sono stati acquisiti elementi di presunta responsabilità motivo per cui i carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia di Castelnovo Monti lo hanno arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, terminate le formalità di rito, è stato ristretto a disposizione della Procura di Reggio Emilia.