Il consigliere Tarquini: “Act è un soggetto decotto che è stato abbellito con una modifica dello statuto”
REGGIO EMILIA – La decisione del Comune di Reggio Emilia di affidare la sosta ad una società in house continua a suscitare perplessità nei gruppi di opposizione. Nel mirino di Reggio Civica finisce anche il consorzio Act, formato dalla Provincia e da tutti i Comuni reggiani, indicato come il futuro concessionario del servizio. Per il consigliere Giovanni Tarquini si tratta infatti di “un’azienda recuperata dall’oblio e che, nella sua nuova veste, abbellita con una contestuale modifica dello Statuto, diventerà un probabile centro di grandi interessi, ovviamente politico economici, ovviamente di parte”.
Secondo il civico, “il recupero di una gestione diretta della sosta e dei parcheggi, nella prospettiva di un nuovo e allargato concetto di mobilità, ha senso e può portare vantaggi alla collettività”. Ma “evitiamo questa malcelata propaganda, i cittadini non sono così sprovveduti: far risorgere dalle ceneri un soggetto decotto e tentare di ricostruirgli un’immagine seducente attraverso la suggestiva definizione ‘in house’ è uno specchietto per le allodole che ormai non incanta più nessuno, o almeno non incanta noi”. Nel progetto dell’amministrazione, insomma ci sono “troppe ombre, incomprensibili strategie e poca chiarezza”, conclude Reggio civica.

