Cronaca
|Scandiano, minaccia di morte figlia e genero: torna in carcere
Un 53enne albanese, che era ai domiciliari per spaccio, è tornato dietro le sbarre
SCANDIANO (Reggio Emilia) – Gravi minacce a figlia e genero: 53enne albanese passa dai domiciliari per spaccio al carcere. L’uomo era stato condannato dalla corte d’Appello di Bologna a 5 anni di reclusione e 32mila euro di multa. Proprio dalla reclusione domiciliare nel suo domicilio, tuttavia, negli ultimi periodi, l’uomo si è reso responsabile di comportamenti del tutto incompatibili con il beneficio di cui usufruiva.
Il provvedimento di aggravamento della misura cautelare non scaturisce da fatti connessi agli stupefacenti, bensì da una pesante situazione familiare, perché la figlia dell’uomo e il compagno si sono presentati nella stazione carabinieri di Roma Tor Sapienza per sporgere una formale denuncia, raccontando ai carabinieri di un’escalation di intimidazioni telefoniche, iniziate nel maggio 2025, attraverso la quale l’indagato avanzava continue e ingiustificate richieste di denaro alla figlia, quantificate in ben 280mila euro.
Di fronte ai netti rifiuti, l’uomo ha intensificato le minacce inviando gravi messaggi sul telefono tra cui uno in cui asseriva di aver “preparato la tomba” per il genero e ha confidato ad una parente la ferma intenzione, una volta terminati i domiciliari, di procurarsi un’arma da fuoco per uccidere la coppia, anche davanti alle figlie minori. I carabinieri della tenenza di Scandiano, ricevuti gli atti da Roma, hanno verificato i riscontri e segnalato l’aggravamento alla competente autorità giudiziaria.
Valutata la totale incapacità di auto contenimento e la spregiudicatezza dell’uomo, la Corte di Appello di Bologna ha disposto una nuova ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere. I militari lo hanno raggiunto nel pomeriggio e, dopo le formalità di rito, lo hanno arrestato e portato in carcere.

