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Premio Dossetti per la pace, riconoscimenti a Romano Prodi e alle associazioni
Il gruppo dei premiati in Sala del Tricolore

Cerimonia in Sala del Tricolore: premiati anche “La Piccola Famiglia” e Donne in Nero Reggio Emilia. Protagonisti gli studenti e un messaggio forte: “La pace si costruisce ogni giorno”

REGGIO EMILIA – Il professor Romano Prodi, l’associazione “La Piccola Famiglia aps” di Coriano (Rimini) e il Movimento “Donne in Nero Reggio Emilia” sono i vincitori, nelle rispettive sezioni, del riconoscimento nazionale ‘Premio per la pace Giuseppe Dossetti’ 2026, che è stato assegnato questa mattina in Sala del Tricolore.

Giunto alla diciassettesima edizione, il premio è stato istituito per valorizzare l’operato di associazioni e singoli cittadini, che abbiano compiuto azioni di pace, coerentemente con i principi affermati da Giuseppe Dossetti nella sua vita. Enti promotori del Premio sono il Comune di Reggio Emilia, il Comune di Cavriago, la Provincia di Reggio Emilia con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cassa di risparmio di Reggio Emilia ‘Pietro Manodori’.

Alla mattinata hanno preso parte anche un centinaio di studenti delle scuole superiori reggiane.

Premi

Sono quattro le sezioni in cui si articola il premio: una rivolta alle associazioni con sede sul territorio nazionale, una rivolta ai singoli cittadini residenti nel territorio nazionale e la terza intitolata “Premio speciale Fondazione Pietro Manodori” dedicata alle associazioni del territorio della provincia di Reggio Emilia. Una quarta sezione è invece riservata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Reggio Emilia e delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado.

Al presidente Romano Prodi, candidato dall’Istituto Cervi, è stato conferito il Premio per la pace nella sezione singolo cittadino, mentre per la sezione associazioni nazionali il primo premio è stato conferito all’Associazione “La Piccola Famiglia aps” di Coriano (Rimini) per il progetto “Case famiglia per persone fragili in Italia e Albania”.

Per la sezione associazioni reggiane vincitore del premio ‘Manodori’ è il Movimento Donne in Nero Reggio Emilia per l’azione di pace “Fuori la guerra dalla storia. Una testimonianza attiva”

Sono state due le menzioni speciali

Una prima menzione è stata attribuita all’Associazione “Percorsi di vita ODV” di Bergamo per il coraggioso progetto “Artigiani della Pace”, campi di volontariato e servizio per giovani in Palestina, mentre una seconda menzione speciale è andata al movimento “Gazamuore” di Modena per il progetto “Disertiamo il silenzio”.

Per la Sezione scuole secondarie di primo grado il premio è stato consegnato alle classi 3°A, 3B, 3C della scuola secondaria di primo grado “Galilei” dell’Istituto Comprensivo Giuseppe Dossetti di Cavriago per il gioco da tavolo multimediale “Costituzione e pace. L’eredità di Dossetti”.

Per le scuole secondarie di secondo grado il primo premio è stato assegnato alle classi 2A e 3D Istituto “Galvani Iodi” di Reggio Emilia per il video “La Costituzione italiana: un’arma per la pace, un privilegio per l’uguaglianza”.

Il secondo premio è stato assegnato a Sara Costetti della classe 4° B Istituto Cattaneo Dall’Aglio di Castelnovo ne’ Monti (RE) per il saggio “Oltre il rumore delle armi: la pace come scelta quotidiana”.

Sono poi state assegnate due menzioni speciali. La prima è andata alla “This IIS Nobili Band” dell’Istituto Nobili di Reggio Emilia per il video musicale “Terra di popoli”, La seconda menzione è invece stata consegnata agli studenti Federico Santi, Manuel Cataldo, Stiven Pavesi, Giulia Pizzimenti, Federica Fusco della classe 3°G Istituto Galvani Iodi di Reggio Emilia per la poesia “La pace resta in piedi”.

Ad aprire la cerimonia sono stati i saluti del sindaco Marco Massari, seguiti da quelli del vicesindaco di Cavriago Matteo Franzoni, del consigliere della Provincia e sindaco di Quattro Castella Alberto Olmi e della consigliera regionale Anna Fornili.

“Questo premio – ha detto il sindaco Marco Massari aprendo la cerimonia di premiazione – nasce da una convinzione: che la pace non è un concetto astratto, né un traguardo lontano, ma una pratica quotidiana. Una responsabilità diffusa, fatta di gesti concreti, di scelte coraggiose, di impegno civile. Fatta di azioni che costruiscono legami, che ricuciono fratture, che restituiscono dignità. Nel nome di Giuseppe Dossetti, questo premio trova la sua radice più autentica”.

A seguire l’intervento di Pierluigi Castagnetti, presidente della Giuria, composta anche da Paolo Burani, Matteo Franzoni, Chiara Piacentini e Clementina Santi.

Pierluigi Castagnetti ha ricordato in particolare l’impegno di Dossetti per la pace, come costituente e prima ancora come membro della Resistenza: “Dossetti apparteneva a quella generazione di giovani uomini politici che pensavano che la pace rappresentasse il senso della politica, la cui funzione principale è quella di garantire la convivenza tra diversità. Per loro la politica era l’altro nome della pace ed era fondamentale che per questo non smarrisse mai il senso della sua funzione”. Castagnetti ha poi ricordato l’impegno di Dossetti all’indomani del massacro di Sabra e Chatila nel settembre 1982 quando scrisse al presidente israeliano Begin per rompere il silenzio su quanto accaduto nei due campi profughi e ribadire con forza: “Non è lecito in assoluto e per nessun motivo”.

Prodi: “La pace va costruita passo dopo passo”
Ricchi di significato gli interventi che si sono susseguiti nel corso della mattinata, tra cui l’intervento del presidente Romano Prodi che, dopo aver ricordato con commozione il suo passato di consigliere comunale in Sala del Tricolore, ha ribadito: “La pace va costruita passo dopo passo, in maniera preventiva. Quando parlava di pace, Dossetti lo faceva con veemenza, ricordando la necessità del dialogo e della convivenza. Questa è stata una delle sue lezioni più importanti e questi sono stati allo stesso tempo due aspetti fortissimi che ho applicato nella mia vita personale, cercando di avere un approccio costruttivo e di anticipazione dei problemi”.

Prodi ha poi ricordato che “ci troviamo in una pace provvisoria, come perfettamente descritto, non da un politologo, ma da Papa Francesco quando disse che viviamo in una guerra mondiale a pezzi”. Il presidente ha quindi ricordato i tanti conflitti in corso, non solo l’Ucraina e la Palestina ma anche le guerre in corso in Sudan, in Congo e in Myanmar.

Infine, ha dedicato una riflessione sul ruolo dell’Europa come soggetto politico che in passato ha permesso di garantire la pace nel continente dopo una storia di guerre: un ruolo che viene oggi messo in discussione dai nuovi equilibri mondiali in cui poche potenze usano strumentalmente altri paesi. Il presidente Prodi si è poi detto molto colpito, a margine della premiazione, dell’attivismo e dalla qualità dei lavori realizzati dai giovani presenti in Sala del Tricolore.