Politica
|Parcheggi e strisce blu, il Comune vuole riportare tutto in house: operazione da 21 milioni
Via libera del Consiglio comunale al percorso per affidare la gestione ad Act. Nel piano anche Ztl, permessi, bike sharing e car sharing
REGGIO EMILIA – Vale oltre 21 milioni (in cinque anni) il maxi affidamento di servizi, con al centro la sosta su strisce blu del Comune di Reggio Emilia, che l’ente di piazza Prampolini intende riportare in house. E’ uno dei dati emersi dal dibattito del Consiglio comunale di oggi che, con il suo voto, ha di fatto avviato il percorso tecnico e normativo per fare in modo che l’ente possa occuparsi in prima persona anche delle aree Ztl e di tutta la partita dei permessi, oltre a quelle del bike sharing, dei monopattini, del car sharing di quartiere, e della flotta delle auto e dei mezzi comunali.
Oltre ad una delibera di indirizzo – che segue quella assunta dalla giunta nei giorni scorsi – l’assemblea di Sala del Tricolore ha inoltre espresso parere favorevole ad una modifica dello statuto del Consorzio Act, società partecipata da tutti i Comuni reggiani e in predicato per diventare il nuovo affidatario. Il voto in aula arriva a meno di una settimana dalla scadenza della convenzione con l’attuale gestore, il consorzio Tea, prevista il prossimo 31 maggio. Secondo Fratelli d’Italia però il termine (già prorogato) beneficierà di un secondo allungamento fino alla fine dell’anno.
Ottenendo una gestione interna e unitaria, l’amministrazione Massari punta all’obiettivo dichiarato di archiviare criticità come quelle incontrate in passato, ad esempio dopo aver affidato ad un privato (l’imprenditore Filippo Lodetti Alliata) la gestione del parcheggio della ex Caserma Zucchi. Un’area di cui piazza Prampolini vorrebbe ora rientrare in possesso prima della fine della concessione del 2038, con il rischio di dover affrontare un sanguinoso contenzioso legale.
Illustrando gli atti in approvazione l’assessora alla Mobilità Carlotta Bonvicini ha chiarito che le modifiche allo statuto di Act, già approvate dall’assemblea dei soci e che ora dovranno essere ratificate da tutti i Consigli dei Comuni membri, “raffrozano gli strumenti controllo pubblico e aggiornano la governance dell’ente, anche rispetto alla normativa per ricevere affidamenti in house”. Quanto alla delibera sulla sosta, Bonvicini chiarisce che “è il primo passo di un’istruttoria che dovrà decidere non se l’affidamento in house sia la scelta migliore, ma se vale la pena valutare che lo sia”. Uno studio che, secondo il capogruppo di FdI Cristian Paglialonga, il Comune avrebbe già effettuato, senza però condividerlo.

