L’azienda ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita e un utile di 3,4 milioni in forte recupero rispetto ai -7,7 del 2024
REGGIO EMILIA – E’ previsto entro il 2028 il nuovo stabilimento del gruppo Ferrarini a Masone, frazione di Reggio Emilia, destinato a diventare il primo impianto europeo di prosciutto cotto a impatto zero. Il sito, che sorgerà su un’area di 180.000 metri quadrati, rappresenta il fulcro di una strategia industriale che punta a raddoppiare il fatturato fino a 400 milioni nel prossimo decennio.
Intanto, l’azienda archivia un 2025 in crescita, proprio nell’anno del 70esimo anniversario: i ricavi raggiungono i 197 milioni, in aumento rispetto ai 191 milioni del 2024, confermando un trend positivo avviato con l’ingresso nel gruppo Pini. Una crescita sostenuta anche da una struttura di 270 dipendenti. Sul fronte della redditività, il 2025 segna un netto miglioramento: l’Ebitda si attesta a 13,4 milioni di euro (7,02% di marginalità), mentre l’utile ante imposte raggiunge i 3,4 milioni, in forte recupero rispetto al risultato negativo del 2024 (-7,7 milioni).
Determinante il contenimento dei costi di produzione, ridotti di 13,3 milioni, insieme a una gestione più efficiente delle rimanenze. L’anno è stato inoltre decisivo per il consolidamento societario, con l’omologa del concordato preventivo a novembre e l’ingresso di Amco nel capitale con una quota del 20%. Un passaggio che ha consentito l’avvio dei pagamenti ai creditori per oltre 20 milioni di euro e il saldo anticipato degli stipendi arretrati ai dipendenti.
A rafforzare ulteriormente la struttura finanziaria, anche un aumento di capitale da 10 milioni sottoscritto dalla controllante. “I risultati ottenuti testimoniano con chiarezza la validità del percorso di crescita intrapreso, mantenendo la propria identità ma adottando una visione industriale moderna e competitiva da multinazionale familiare”, commenta l’ad di Ferrarini, Daniela Filipaz.

