Il post sulla pagina Instagram ancora gestita da Milani: “Seguiranno aggiornamenti”. Tutto questo dopo le polemiche su Kanye West, il siluramento del direttore artistico, passando per cachet faraonici e minacce di azioni legali. Ma C. Volo assicura che il festival si farà
REGGIO EMILIA – “Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”. La celebre frase di Mao Zedong potrebbe tranquillamente diventare il motto ufficiale dell’Hellwatt Festival (anche se non siamo convinti, purtroppo, che la situazione sia eccellente, ndr). Perché ormai, più che una rassegna musicale internazionale, il maxi evento previsto all’Rcf Arena assomiglia a una serie televisiva fatta di colpi di scena, misteri, smentite, polemiche e cliffhanger quotidiani.
L’ultimo episodio è andato in scena direttamente sui social. Sulla pagina Instagram del festival è comparso un messaggio degno di un necrologio digitale: sfondo nero e scritta bianca. “Il festival è momentaneamente annullato, seguiranno aggiornamenti”. Fine. Nessuna spiegazione. Nessun dettaglio. Nessuna data.
E’ bene precisare che la pagina è gestita da Victor Yari Milani e, visto il siluramento del manager da parte di C. Volo, la società che dovrebbe organizzare il festival, ovvero C. Volo, non è responsabile di quello che sta avvenendo sulla pagina Instagram. Resta, comunque, un notevole caos su questo evento che, sicuramente, cambierà nome. Da C. Volo garantiscono che gli spettacoli si faranno e ci saranno tutti gli spettacoli previsti dalla line-up. Anche il team resta lo stesso. Domani è attesa dagli organizzatori una nota stampa nella quale, con tutta probabilità, metteranno un punto alla questione e, a breve, convocheranno una conferenza stampa in cui faranno luce, in particolare, sulla logistica dell’evento.
E dire che tutto era partito con ambizioni gigantesche. Anzi, galattiche. L’Hellwatt veniva presentato come il festival destinato a rivoluzionare la musica live in Italia, con paragoni lanciati senza freni verso Tomorrowland e Coachella. Il direttore artistico Victor Yari Milani arrivò persino a dichiarare che la line up sarebbe stata “superiore” a quella dei grandi festival mondiali e che erano stati “rifiutati” nomi come Shakira, Bruno Mars, Robbie Williams ed Eric Clapton perché il progetto doveva essere “più moderno e all’avanguardia”.
Poi però la realtà ha iniziato a presentare il conto. Prima le perplessità del settore musicale sulla figura dello stesso Milani, praticamente sconosciuto nell’ambiente live e con un curriculum considerato da molti quantomeno nebuloso. Poi i dubbi sulla sostenibilità economica dell’intera operazione: cachet enormi, produzione gigantesca, richieste tecniche considerate fuori scala e una macchina organizzativa giudicata da diversi osservatori troppo ambiziosa persino per una struttura enorme come Campovolo.
Nel frattempo è esplosa la questione Kanye West. La presenza del rapper americano, già travolto da polemiche internazionali per dichiarazioni antisemite e simpatie naziste, ha scatenato proteste politiche e culturali. Il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari ha preso pubblicamente le distanze dai messaggi dell’artista, mentre associazioni e realtà musicali hanno chiesto l’annullamento del concerto.
E mentre fuori infuriava la polemica etica, dentro il festival succedeva di tutto. Fino alla bomba definitiva: il siluramento di Victor Yari Milani. Licenziato, allontanato, scaricato – scegliete pure il verbo che preferite – direttamente da C.Volo, la società che gestisce la manifestazione. Una separazione improvvisa, ufficializzata con un comunicato asciuttissimo e arrivata dopo settimane di voci incontrollate.
Secondo varie ricostruzioni, dietro la rottura ci sarebbero divergenze sulla produzione, costi giudicati eccessivi e una gestione comunicativa diventata ingestibile. Nel frattempo Milani avrebbe anche minacciato azioni legali, mentre resta perfino il dubbio su chi detenga davvero il marchio “Hellwatt”.
Nel caos generale, il festival è diventato un meme permanente sui social reggiani. C’è chi lo paragona a una startup scritta da sceneggiatori di satira, chi parla di “Fyre Festival emiliano”, chi aggiorna Instagram aspettando il prossimo colpo di scena come fosse una puntata di una serie Netflix.
Ora resta soltanto quella scritta nera e bianca comparsa online. “Momentaneamente annullato”. Una frase che, più che una comunicazione ufficiale, sembra il riassunto perfetto di tutta la vicenda: vaga, drammatica, inquietante e incredibilmente confusa.
Insomma, se l’obiettivo era far parlare del festival, bisogna riconoscere che ci sono riusciti benissimo. Anche se, probabilmente, non esattamente nel modo previsto.

