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Gaza, attivista reggiano bloccato in Libia con il Land Convoy
Fabio Valenti

I volontari sono fermi da giorni alle porte di Sirte. Tra loro anche Fabio Valenti di Castelnovo Monti. Appello alla comunità internazionale

REGGIO EMILIA – C’è anche un attivista reggiano tra i volontari bloccati in Libia nel convoglio terrestre della Flotilla diretto verso Gaza con aiuti umanitari. Si tratta di Fabio Valenti, di Castelnovo Monti, la cui presenza nella missione è stata confermata da Flotilla Italia.

Il “Land Convoy”, partito con l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza via terra da Tunisi per consegnare beni di prima necessità alla popolazione palestinese, si trova fermo ormai da giorni alle porte di Sirte, nel mezzo della Libia, sotto il controllo delle autorità locali e delle forze militari presenti nell’area.

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, i partecipanti alla missione non starebbero ricevendo alcuna forma di protezione internazionale. Nonostante questo, il convoglio avrebbe deciso di proseguire “a tutti i costi”.

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A seguire da vicino la situazione ci sono anche rappresentanti istituzionali e sindacali italiani. Presenti al terminal degli arrivi, infatti, il consigliere comunale di Bologna Detjon Begaj e il segretario della Cgil di Bologna Michele Bulgarelli, che hanno espresso forte preoccupazione per le condizioni dei volontari rimasti bloccati nel deserto libico.

Spiegano alcuni membri della Flotilla appena atterrati all’aeroporto di Bologna: “Da tre giorni il Land Convoy è fermo alle porte di Sirte. Un convoglio civile composto da volontari, professionisti e aiuti umanitari, bloccato mentre tenta di raggiungere Gaza. Impedire a civili disarmati di consegnare aiuti a una popolazione assediata rappresenta una violazione del diritto internazionale”.

I partecipanti raccontano di essere accampati in un’area desertica considerata zona neutrale tra la Libia occidentale e quella orientale. I mezzi del convoglio sarebbero stati disposti a protezione dell’accampamento, mentre la zona resterebbe sorvegliata giorno e notte dai militari.

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Nelle ultime ore, spiegano ancora gli organizzatori, si sarebbe aperto un primo spiraglio diplomatico. Una delegazione internazionale del convoglio sarebbe infatti riuscita a consegnare una lettera indirizzata al governo del generale Khalifa Haftar, chiedendo il via libera al passaggio sicuro del Land Convoy e all’ingresso degli aiuti umanitari diretti a Gaza.

Fanno sapere dalla Flotilla: “Abbiamo chiesto una risposta entro 24 ore. Le trattative erano ferme e la Mezzaluna Rossa aveva interrotto il dialogo senza garantire più alcuna scorta”. Nonostante la tensione e l’incertezza, il convoglio conferma la volontà di non fermarsi. “Dopo l’intercettazione della Flotilla – concludono gli attivisti – il Land Convoy è ancora più determinato a proseguire il viaggio”.