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Diga di Vetto, nuovi dubbi sul progetto: “Rischio enorme spreco di soldi pubblici”

Critiche sul percorso dell’opera e sui costi previsti: “Si parla di un miliardo di euro per un intervento ad altissimo rischio di fallimento”

REGGIO EMILIA Qualche informazione utile per capire il percorso sulla diga di Vetto. Ci sembra opportuno fare presente che la richiesta di finanziamento per uno studio di fattibilità della diga a Vetto è stato richiesto dall’Autorità di Bacino Po nel 2022. La richiesta includeva 3 progetti strategici: la diga di Vetto, la barriera contro la risalita del cuneo salino nel delta del Po da ubicarsi alla foce del Po di pila e la diga nella Valle di Lanzo in Piemonte per un importo complessivo di 5 milioni e 406mila euro.

Interessanti le motivazioni della richiesta, uguali a quelle indicate da anni per Vetto: soddisfare i fabbisogni idrici della Valle di Lanzo e di Torino attraverso azioni sinergiche, inclusa la costruzione di un nuovo invaso in ambito montano. Finalità plurime: oltre all’approvvigionamento idrico, l’invaso serve per la regolazione della risorsa e il contrasto ai cambiamenti climatici. Niente di nuovo quindi.

Successivamente e precisamente il 7 novembre 2025 l’Autorità di bacino Po, riteniamo in accordo con i responsabili del progetto della diga di Lanzo, ha rinunciato al finanziamento giudicando evidentemente di non iniziare neppure a sprecare un centesimo per un’opera irrealizzabile ad elevato rischio di fallimento. Situazione analoga alla diga di Vetto.

Ora ci chiediamo e chiediamo agli amministratori nostrani: qual è la ragione per cui ci si ostina a proseguire con uno spreco enorme di soldi pubblici (parliamo di 26 milioni di euro solo per il progetto e si arriverà tranquillamente al miliardo per il manufatto e le opere collaterali) per un progetto che presenta altissime (certe) probabilità di fallimento?

I cittadini devono essere informati circa le enormi difficoltà nella realizzazione di una diga a Vetto, l’enorme mole di denaro pubblico che verrà speso in un pozzo senza fondo di cui non si vedrà la fine. Davvero vale la pena sprecare tutte queste energie e tutti questi soldi per una opera ad alto rischio che non porterà nessun beneficio diffuso?

Da ultimo siamo ancora in attesa di una risposta alla richiesta di chiarimenti ad Arca fatta in consiglio comunale a Reggio.

Coordinamento Salviamo l’Enza