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Crisi Bcs, i sindacati: “Ad aprile tavolo al ministero”

Fiom e Fim: “A rischio 500 posti di lavoro nelle sedi di Abbiategrasso, Cusago e Luzzara”

LUZZARA (Reggio Emilia) – Una nuova crisi aziendale investe il territorio della provincia di Reggio Emilia. La Bcs, storica realtà industriale con sedi produttive ad Abbiategrasso, Cusago e Luzzara, con circa 500 dipendenti, sta infatti attraversando una fase critica ed è attualmente in regime di concordato preventivo in continuità, procedura avviata per evitare il fallimento e favorire l’ingresso di nuovi investitori in grado di rilanciare il marchio.

A lanciare l’allarme sono Fiom-Cgil e Fim-Cisl, ribadendo la necessità di difendere posti di lavoro e continuità produttiva. “Come sindacato, la priorità assoluta è la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva. Non possiamo permettere che una crisi economico-finanziaria cancelli un patrimonio industriale così importante per il nostro territorio e per le centinaia di famiglie coinvolte”, dicono le sigle metalmeccaniche. I sindacati spiegano di essere impegnati in un’azione di sensibilizzazione nei confronti delle Istituzioni locali e regionali, anche attraverso la mobilitazione dei lavoratori, per ottenere un intervento rapido e coordinato. L’obiettivo prioritario è l’apertura di un tavolo di crisi ufficiale presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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“Solo attraverso una cabina di regia istituzionale di livello nazionale sarà possibile monitorare l’evoluzione della procedura, favorire l’attrazione di investitori affidabili e costruire un piano industriale capace di scongiurare la cessazione dell’attività e il conseguente rischio di licenziamenti collettivi”, concludono le organizzazioni. Che promettono: “Manterremo alta l’attenzione e metteremo in campo ogni iniziativa necessaria a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori della Bcs”.