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Casina, una mostra celebra gli 80 anni del voto alle donne italiane

L’esposizione, che farà tappa in alcuni comuni del territorio della montagna, sarà inaugurata giovedì 7 maggio, alle 11,15, nella biblioteca S.Bresciani

REGGIO EMILIA – Nell’80esimo anniversario del voto alle donne italiane, il Coordinamento donne Spi della zona montana presenta la mostra iconografica/documentaria di una selezione di copertine del periodico “Noi Donne” dalle edizioni clandestine ad oggi.

L’esposizione, che farà tappa in alcuni comuni del territorio della montagna, sarà inaugurata giovedì 7 maggio, alle 11,15, a Casina, all’interno della biblioteca S.Bresciani. Il vernissage inizia dai saluti istituzionali della Vice Sindaca Ilaria Cilloni alla presenza del consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze: Seguiranno gli interventi della ricercatrice Giovanna Caroli e di Maria Nella Casali, del Coordinamento donne Spi Cgil.

La mostra – che si avvale del patrocinio del comune e della collaborazione di Anpi e dell’Istituto comprensivo G.Gregori – resterà aperta al pubblico fino al 19 maggio nei i seguenti orari: martedì e sabato, dalle 9 alle 12 e il mercoledì e giovedì, dalle 15 alle 18. Dal 3 giugno la mostra si sposterà a Toano, all’interno della Sala comunale.

La mostra è costituita da alcune aree espositive attorno alla mostra di alcune copertine del giornale Noi Donne dedicate all’8 marzo, realizzata alcuni anni fa dal Coordinamento Donne Spi Cgil di Correggio. A questa unità espositiva sono state aggiunte alcune riproduzioni del giornale Noi Donne relative al 1946, un dossier espositivo generato nell’80° del voto alle donne in forma di almanacco tematico.

C’è poi una parte dedicata alle riviste d’epoca nel decennio ’70 che meglio restituiscono l’impegno sociale delle donne nella conquista dei propri diritti civili, sociali e politici. La mostra è corredata da una videopresentazione che raccoglie la sfida delle donne italiane che hanno conquistato la propria cittadinanza con la battaglia sulla partecipazione al voto attivo e passivo, fino all’ingresso nella Costituente, poi in Parlamento e nelle istituzioni locali, senza dimenticare le sfide cruciali che affrontano le donne oggi.