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Caldo estremo, in arrivo l’ordinanza regionale

Dal 3 giugno prevista la sospensione dei lavori all’aperto dalle 12.30 alle 16. La Regione Emilia-Romagna valuta anche l’anticipo dell’orario di lavoro al mattino per sfruttare le fasce più fresche della giornata

REGGIO EMILIA – Sarà adottata la prossima settimana, con ogni probabilità a partire dal 3 giugno, l’ordinanza caldo della Regione Emilia-Romagna, con cui viene imposto lo stop nelle ore appunto più calde della giornata (dalle 12.30 alle 16) alle lavorazioni all’aperto come i cantieri. Novità di quest’anno è l’estensione della misura anche ai rider. Inoltre, dovrebbe trovare posto nell’ordinanza anche la possibilità per le imprese di iniziare le operazioni un’ora prima al mattino (e prolungarle in serata) per sfruttare le ore più fresche.

Tra l’altro, il provvedimento quest’anno durerà un mese in più rispetto all’ordinanza assunta per la prima volta per l’estate 2025: entrerà infatti in vigore già a giugno, anzichè a luglio. A delineare il quadro è l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, questa mattina a margine di una conferenza stampa nella sede della Regione a Bologna.

“Siamo partiti da un confronto credo importante con le parti sociali- sottolinea Paglia- il testo di base è quello dell’ordinanza dello scorso anno, che aveva prodotto credo buoni risultati e che, anche al di là di posizioni iniziali diverse, credo abbia poi rappresentato invece un momento significativo di sintesi. Oggi viene riconosciuta da tutti come un’ordinanza valida”. Per l’estate 2026, conferma Paglia, “stiamo ragionando su come allargarne un po’ il perimetro di ambito. Penso in particolar modo ai rider che l’anno scorso erano rimasti esclusi, peraltro con soluzioni innovative”. L’intenzione, spiega l’assessore, è “tutelare rider perchè non perdano quote di reddito e, allo stesso tempo, non scaricare su di loro eventuali sanzioni”.

L’altra novità di quest’anno, aggiunge Paglia, “potrebbe essere che direttamente con l’ordinanza consentiamo una diversa articolazione degli orari: stiamo facendo le ultime verifiche”. Si tratta di una possibilità “che ci viene chiesta da tutte le associazioni datoriali e da tutte le organizzazioni sindacali- sottolinea Paglia- l’anno scorso alcuni Comuni l’avevano fatto con ordinanza propria. Quest’anno stiamo verificando la possibilità di agire direttamente dalla Regione”.

L’ordinanza prevede appunto uno stop ai lavori dalle 12.30 alle 16, “ma il punto che ci viene sottolineato da molti è che, potendo iniziare ad esempio un’ora prima la mattina, questo faciliterebbe anche trovare poi accordi con le imprese sindacali per fare un turno unico – spiega l’assessore – interrompere un cantiere per lavoratrici e lavoratori coinvolti non è sempre agevole”. Di norma, sottolinea Paglia, i regolamenti comunali prevedono l’avvio alle 8 del mattino per le lavorazioni più rumorose e dalle 7 per quelle preparatorie.

“Si potrebbe ipotizzare di anticipare un’ora, non di più – precisa l’assessore – e sicuramente con una clausola di salvaguardia per i Comuni ad alta densità turistica, dove il lavoro è un altro”. In questo modo, rimarca l’assessore, si dà alle imprese “una condizione in più per organizzare il lavoro. Tutti ci segnalano che quella dell’anticipo dell’orario è una questione fondamentale per poter lavorare nella massima sicurezza. Io prendo atto di questo e penso che tutti dobbiamo metterci nella condizione di tutelare al meglio possibile la sicurezza di chi lavora, tra l’altro nei cantieri, quindi anche in situazioni di particolare disagio e pericolo. Quindi è una responsabilità collettiva che abbiamo per garantire il massimo possibile la sicurezza. Il resto dipende dalle imprese”, chiosa Paglia.