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Tarquini attacca Massari: “Sul 25 Aprile parole irresponsabili”

Il riferimento del sindaco al referendum sulla separazione delle carriere accende lo scontro: “Così si delegittima la libertà di voto e si divide la città”

REGGIO EMILIA Sono parole irresponsabili quelle del sindaco Massari. Ma cosa c’entra il 25 aprile con il voto per il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati? Con quell’improvvido richiamo all’ulteriore motivo di festeggiamento e sostenendo che i No hanno difeso la Costituzione, per sua gioia soprattutto ad opera dei giovani, Massari ha dato prova di ignorare il valore del libero esercizio del diritto di voto quale massima espressione della democrazia.

Nella sua visione ideologica e prepotente, ha di fatto sostenuto che chi ha votato Sì avrebbe voluto violare la costituzione. Sono affermazioni e pensieri che denotano una gravissima mancanza di cultura politica e giuridica, finalizzati, non è chiaro se volutamente o meno, ad annebbiare il pensiero dei giovani e a togliere loro il coraggio di sostenere le proprie idee e di cambiare il paese. Una vergogna, una offesa alla democrazia, scambiata ancora una volta per una sorta di autorizzazione permanente in favore di chi ricopre cariche pubbliche alla demonizzazione di coloro che la pensano diversamente.

Quello compiuto ieri è un atto di prepotenza istituzionale che non ha pari nella storia della nostra città. È l’ennesimo esercizio di una democrazia apparente a cui ci hanno ormai abituati, rivelatore di arroganza, supponenza e presunzione. Esattamente l’opposto di ciò che dovrebbe rappresentare un Sindaco per tutti i suoi cittadini. Unica considerazione in suo favore è che possa essersi lasciato andare preso dall’enfasi del ricordo del giorno della liberazione e della ormai tradizionale esagerata esaltazione del  comunismo partigiano, visto con cecità quale unico erede della storia e, con ancora meno lucidità, quale unico protagonista della lotta contro gli invasori e contro il regime fascista.

Come se gli alleati, inglesi e americani, avessero inutilmente sacrificato migliaia di morti e feriti. In tal caso però, dal nostro punto di vista, è ancora peggio. La Reggio Emilia che pensa e che lavora, quella del vero e nobile comunismo su cui ha costruito la propria storia e quella delle forze liberali e democratiche che hanno contribuito al benessere della città, deve trovare la forza di reagire, di rimandare a casa chi non è in grado di rispettare le opinioni di tutti, come richiede la vera democrazia; quella che è stata costruita con la lotta di liberazione e che è consacrata nella Costituzione; quella che con la festa del 25 aprile si vuole celebrare e che con le sue parole il sindaco Massari è riuscito a stravolgere e a rovinare.

Da ultimo, ho votato Sì al referendum, ho sostenuto le ragioni di una riforma di civiltà e di modernità qual’e’ la separazione delle carriere dei magistrati e continuerò a farlo, ma non contro Massari e di quelli come lui bensì a favore di tutti i cittadini e dei loro diritti. 

Giovanni Tarquini, capogruppo di Lista civica per Reggio