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Seta, sindacati spaccati sul premio di risultato

La Cisl denuncia: “E’ una tassa sulla stanchezza”. Le altre sigle: “E’ meglio l’accordo”

REGGIO EMILIA – Sindacati spaccati, in Seta, sul sul premio di risultato (Pdr) dei dipendenti. Mentre la Fit Cisl denuncia la cosiddetta “tassa sulla stanchezza”, Filt-Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro hanno firmato lo scorso 16 aprile un accordo aziendale che, aggiornando quanto previsto nel 2023, introduce modifiche significative ai criteri di calcolo del premio in particolare sulla gestione dei sinistri dei conducenti.

“Viene infatti definito un sistema premiante più favorevole per i lavoratori che non commettono incidenti, con l’obiettivo di incentivare comportamenti virtuosi e migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro”, spiegano le sigle firmatarie. Secondo la Fit Cisl, invece, si tratta di una ulteriore penalizzazione economica per gli autisti, già gravati da turni pesanti, carichi di lavoro elevati e carenza di personale.

La revisione aggiungono le organizzazioni che l’hanno sottoscritta, “si è resa necessaria anche per evitare l’applicazione automatica dell’articolo 34 del contratto nazionale, che prevede responsabilità civili dirette per gli autisti in caso di danni, con conseguenze potenzialmente onerose per i lavoratori”.

L’accordo aziendale, evidenziano quindi i sindacati, “consente invece di garantire maggiori tutele, grazie anche all’istituzione di una commissione paritetica incaricata di valutare i singoli casi ed escludere quelli in cui non vi sia responsabilità oggettiva del conducente”. Prevista inoltre una redistribuzione economica del premio tra il personale che non subirà decurtazioni.

Per le organizzazioni firmatarie, insomma, è stato fatto “un passo avanti sia sul piano della sicurezza sia su quello economico, con possibili benefici anche per i costi assicurativi aziendali”. Per questo “spiace registrare la posizione difficilmente comprensibile di un’altra sigla (la Fit Cisl, ndr) che si è sottratta al confronto nel merito, concentrandosi solo sulla ridefinizione delle percentuali di decurtazione dei sinistri senza salvaguardare e difendere il principio di tutela per i lavoratori”.

Predisponendo inoltre “una sorta di procedura referendaria fuori dalle regole interconfederali, puramente consultiva e senza alcun valore ed effetto per i lavoratori, se non quello di rinfocolare gli animi di un settore già fortemente vituperato per la crisi di reperire autisti e i tagli da parte del governo centrale”. E ora la parola passa ai lavoratori. Il 5 maggio si terrà infatti un referendum certificato sull’accordo nei tre bacini territoriali di Seta (Modena, Piacenza e Reggio Emilia). Nei giorni precedenti, fino al 29 aprile, sono invece previste assemblee informative.

“Un voto favorevole – sottolineano Filt, Faia Cisal, Uiltrasporti e Ugl – rafforzerebbe il mandato negoziale in vista del rinnovo del contratto integrativo aziendale”. Peraltro “in un contesto segnato dalle incertezze sul futuro del trasporto pubblico locale, tra gare imminenti e l’ipotesi di una futura azienda unica di settore”.