Economia
|Primo Maggio, i sindacati: “Governare la rivoluzione digitale”
Cgil, Cisl e Uil: “O nasceranno nuove disparità e lavoro povero”
REGGIO EMILIA – La rivoluzione digitale in atto nell’industria va governata, per non produrre nuovo lavoro povero e ulteriori disparità sociali. E’ il messaggio lanciato da Cgil, Cisl e Uil di Reggio Emilia che, in occasione dell’1 maggio, chiedono anche a livello locale spazi per essere protagonisti del confronto.
Lo ribadiscono oggi i tre segretari confederali Cristian Sesena (Cgil), Rosamaria Papaleo (Cisl) e Alex Scardina (Uil), presentando le iniziative della giornata dal Parco dell’Innovazione alle ex Reggiane, luogo simbolo della transizione tecnologica del tessuto produttivo territoriale.
“Qui – dice Sesena – hanno sede startup e corsi universitari focalizzati su processi rispetto ai quali non vogliamo essere marginali”. Perché, continua il segretario della Cgil, “se non saranno governati dall’intelligenza dei lavoratori, produrranno ancora lavoro povero e divisioni fra chi ha le cosiddette ‘skill’ per stare sul mercato e chi verrà tagliato fuori”. Perchè il lavoro sia davvero “dignitoso” (come recita lo slogan nazionale dell’1 maggio) c’è poi secondo Sesena “un tema di salari troppo bassi, che non vorremmo si saldasse in maniera perniciosa con gli effetti dell’inflazione e delle crisi internazionali”.
Per questo, prosegue il leader della Cgil reggiana, “chiediamo ascolto e nuove politiche di welfare che rimettano al centro la persona e la sua dignità attraverso il lavoro”. Ma “per declinare su Reggio questo impegno in maniera fattiva occorre una responsabilità sociale condivisa anche da politica e parti datoriali: noi siamo pronti a giocare la partita”, conclude Sesena.
Sulla stessa linea Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia centrale, che sottolinea: “L’innovazione va temperata con la contrattazione prima e la partecipazione dei lavoratori poi. Altrimenti l’algoritmo diventa più opaco, il lavoro più fragile e si crea un potere unilaterale- come nel caso dei riders- che non possiamo permetterci”. Alex Scardina, dal 9 aprile scorso nuovo coordinatore della Uil a Reggio, fa infine notare: “Viviamo il paradosso per cui pur vivendo in territorio fortunato dove c’è quasi la piena occupazione, le persone ricorrono sempre di più a prestiti perché non riescono a soddisfare i loro bisogni. Vuol dire che i salari sono slegati dalla vita reale, ma ci sono altre criticità come i part time ‘obbligati’ che colpiscono soprattutto giovani e donne”.
Secondo Scardina , inoltre, “questo è frutto anche di una proliferazione eccessiva di contratti firmati da organizzazioni non rappresentative, che rendono ormai non più rinviabile una legge sulla rappresentanza sindacale”. Insomma, conclude il coordinatore della Uil reggiana, “la fase che viviamo è complessa, ma come sindacati non ci tiriamo indietro nell’affrontarla”.

