Politica
|Nidi e scuole, Coalizione Civica attacca: “Il pubblico arretra, il privato avanza”
Accuse all’amministrazione: meno posti nelle strutture comunali, rette in aumento e oltre 2,5 milioni di euro destinati ai privati nel 2025
REGGIO EMILIA – Duro affondo di Coalizione Civica sulle politiche educative del Comune di Reggio Emilia. Nel mirino il sistema dei nidi e delle scuole dell’infanzia, che – secondo il gruppo consiliare – starebbe vivendo una progressiva riduzione del perimetro pubblico a vantaggio del privato convenzionato, in particolare del circuito FISM.
Secondo quanto riportato, il bilancio dell’Istituzione Scuole e Nidi restituirebbe “una realtà diversa dalla narrazione ufficiale”: meno posti nelle scuole comunali, aumento delle rette e assenza di una strategia di rilancio del servizio pubblico. Una situazione che, per Coalizione Civica, mette in discussione uno dei pilastri identitari della città, storicamente riconosciuta a livello internazionale per il proprio modello educativo.
Tra i dati evidenziati, spicca la riduzione dei posti nelle scuole comunali dell’infanzia: si passa da 1.664 nel 2021-22 a 1.612 nel 2025-26, con una perdita di 52 posti e due sezioni in meno. In controtendenza, invece, il sistema dei nidi FISM, che cresce da 316 a 391 posti (+75), mentre i nidi comunali registrano un incremento più contenuto, da 729 a 748 posti.
“Non si tratta di un semplice assestamento tecnico, ma di una scelta politica precisa”, sostiene Coalizione Civica, che parla apertamente di una “lenta ritirata del pubblico” iniziata negli anni passati e proseguita fino ad oggi.
Altro punto centrale della critica riguarda l’aumento delle rette deciso nel 2024. Secondo i dati citati, il rincaro avrebbe interessato 1.401 famiglie, pari al 76% degli iscritti, con incrementi fino a 45 euro al mese per le fasce ISEE più alte. Per alcune famiglie, ciò si tradurrebbe in un aggravio annuo fino a 450 euro.
Sul fronte delle risorse, Coalizione Civica sottolinea l’aumento dei trasferimenti economici verso il sistema convenzionato: dai circa 1,37 milioni di euro del 2014 si arriva a oltre 2,5 milioni nel 2025. “Un aumento costante e politicamente rilevante”, si legge nella nota, che chiede maggiore trasparenza e condizioni più uniformi tra pubblico e privato, soprattutto su rette, qualità educativa e diritti delle famiglie.
Critiche anche alle motivazioni legate alla difficoltà di reperire personale. “Non può diventare un alibi permanente”, sostiene il gruppo, che invita l’amministrazione a intervenire con concorsi, stabilizzazioni e miglioramento delle condizioni di lavoro per rendere il settore pubblico più attrattivo.
Da qui la richiesta rivolta all’assessora Marwa Mahmoud e al sindaco Marco Massari di avviare “una fase nuova”, fondata su un piano pluriennale di rilancio dei servizi educativi comunali, una revisione delle rette e una ridefinizione dei rapporti con i soggetti convenzionati.
“La domanda è semplice – conclude Coalizione Civica –: vogliamo ancora essere la città dei nidi e delle scuole comunali o una città in cui il pubblico arretra e finanzia il privato per sostituirlo?”. Un interrogativo che riporta al centro del dibattito il futuro del modello educativo reggiano.

