Violenza nel finale tra la squadra locale e l’Audace Parma: un 15enne in ospedale, indagini in corso e versioni contrastanti sull’accaduto
LUZZARA (Reggio Emilia) – Doveva essere una partita di calcio giovanile, si è trasformata in una serata di tensione e violenza. È quanto accaduto lunedì sera al campo sportivo Compagnoni di Luzzara, durante la sfida del campionato Allievi 2010 tra la squadra di casa e l’Audace Parma.
L’episodio, secondo quanto riporta la Gazzetta di Reggio, si è verificato nei minuti finali di gara. Gli ospiti, in corsa per il vertice della classifica, hanno trovato il gol decisivo allo scadere. Subito dopo la rete, mentre i giocatori esultavano, la situazione è rapidamente degenerata dando origine a un parapiglia in campo e nelle aree circostanti.
Secondo quanto riferito dalla società parmigiana, uno dei propri giocatori sarebbe stato colpito con violenza, prima con un pugno e poi con calci, riportando ferite evidenti tra cui sanguinamenti al volto, un trauma cranico e la deviazione del setto nasale. Il ragazzo è stato soccorso e trasportato in ambulanza all’ospedale di Guastalla, dove è rimasto fino a notte. Coinvolto anche un secondo giovane, colpito al volto e rimasto ferito, seppur in modo meno grave.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, chiamati dalla squadra ospite, per riportare la calma e raccogliere i primi elementi su quanto accaduto. Non è ancora chiaro se la partita sia stata ufficialmente portata a termine: la ricostruzione definitiva è ora affidata al referto arbitrale e alle decisioni del giudice sportivo.
Resta da chiarire anche la scintilla che ha innescato la violenza. Dall’Audace Parma sostengono che l’esultanza per il gol sia stata composta, limitata a un abbraccio tra compagni, senza provocazioni. Una versione che contrasta con quella fornita dalla società di casa, che tende a ridimensionare l’accaduto parlando di episodi che “si vedono spesso” sui campi di gioco.
Il parapiglia, secondo alcune testimonianze, avrebbe coinvolto anche persone presenti a bordo campo, non tutte necessariamente minorenni, contribuendo ad alimentare il caos.

