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Lavoro e qualità della vita, la Cgil: “Dopo OsservaRe servono azioni concrete”

Il sindacato chiede più coinvolgimento e un piano condiviso per affrontare crisi economica, occupazione e coesione sociale

REGGIO EMILIA – I dati emersi dalla presentazione dell’indagine del neo costituito Osservatorio sulla qualità della vita, OsservaRe, “offrono spunti di sicuro interesse”, ma ora è necessario passare dalle analisi agli interventi concreti. È questa la posizione della Camera del Lavoro, che in una nota interviene sui risultati dello studio promosso dalla partnership tra Confindustria e Provincia.

Secondo il sindacato, le rilevazioni statistiche – dalla centralità del lavoro per i reggiani al livello di fiducia nei corpi intermedi – rappresentano solo un punto di partenza. “Occorre costruire proposte operative che puntino alla promozione e qualificazione dell’occupazione come vero collante della comunità”, si legge nel comunicato.

La Cgil sottolinea inoltre la necessità di colmare quello che definisce un “gap di coinvolgimento” delle organizzazioni sindacali locali, ritenute rappresentative di una parte significativa della cittadinanza. Un passaggio ritenuto fondamentale per trasformare l’osservazione in azione.

Entrando nel merito dei dati, il segretario generale della Cgil, Cristian Sesena, evidenzia come alcune evidenze – in particolare quelle relative ai giovani e alle loro mutate esigenze lavorative – debbano far riflettere il mondo imprenditoriale. “Le imprese devono adeguare i propri standard di selezione se non vogliono perdere talenti e professionalità”, afferma, pur segnalando alcune criticità legate alla parzialità del campione analizzato e alla scarsa chiarezza sui criteri di composizione.

Sesena ricorda anche come il territorio reggiano sia già ricco di analisi e report, dalla coesione sociale ai bilanci aziendali, ma ribadisce che “i dati in sé lasciano il tempo che trovano se non vengono utilizzati per produrre interventi concreti sulle criticità rilevate”.

Il quadro si inserisce, secondo la Cgil, in una fase economica particolarmente complessa. La crisi petrolifera legata alla guerra in Medio Oriente rischia infatti di avere ripercussioni pesanti su redditi e sistema produttivo, soprattutto nei settori ad alto consumo energetico. Una “tempesta perfetta” che colpisce un sistema industriale già fermo da tre anni e, denuncia il sindacato, in assenza di una chiara politica industriale nazionale.

Da qui la richiesta di un cambio di passo. Insieme a Cisl e Uil, la Cgil aveva già proposto di mettere a sistema le diverse analisi disponibili per elaborare politiche territoriali condivise. Un lavoro che oggi prosegue con la definizione di un memorandum che unisce tutela del lavoro, qualificazione dell’occupazione, contrasto alle povertà e investimenti in formazione e riqualificazione professionale.

Per la Camera del Lavoro di Reggio Emilia, lo “scatto di qualità” necessario passa da un chiaro orientamento politico e da un rinnovato impegno del mondo imprenditoriale nel territorio. L’obiettivo è evitare che tra OsservaRe e “fare” si frapponga, come conclude il sindacato con una metafora, “il famoso mare”.