I granata perdono 1-0 al termine di una buona prestazione: purtroppo non riescono a concretizzare le occasioni create
REGGIO EMILIA – Allo stadio ‘Euganeo’ di Padova, sotto il segno dei “Biancoscudati” (appellativo che nasce dallo scudo cittadino, la croce rossa su campo bianco che campeggia sulla maglia come emblema di storia e appartenenza), la Reggiana si infrange nel momento più delicato della stagione. È la firma di Seghetti a scolpire la serata, un colpo secco che indirizza il risultato e rende più ripido il cammino granata. La Reggiana, ora, è ultima in classifica a 33 punti. Da qui in avanti l’orizzonte si restringe fino a farsi quasi soffocante: la permanenza in Serie B diventa una salita irta, un percorso senza concessioni che passa da tre sfide dal sapore di resa dei conti contro Palermo, Modena e Sampdoria. Tre battaglie da affrontare col cuore in gola, dove ogni pallone pesa come un verdetto e ogni istante può cambiare il destino.
Primo tempo
È la Reggiana a dettare il ritmo, a imporsi con autorità nel fraseggio e a scandire i tempi di una sfida che, col passare dei minuti, assume i contorni di un assedio. Il possesso si fa ragionato, poi insistito, infine tambureggiante: un arrembaggio continuo che avvolge la gara e ne incendia l’atmosfera, senza però trovare il guizzo decisivo negli ultimi metri. La tensione cresce, vibra nell’aria e tracima oltre il rettangolo verde. Le panchine diventano teatro di scintille, finchè il direttore di gara è costretto a intervenire con decisione, allontanando Domenico Fracchiolla (direttore sportivo granata) e un collaboratore di mister Breda. È il segno di una partita nervosa, combattuta, mai banale. In questo contesto rovente, l’occasione più limpida nasce dalla testa di Bozhanaj: il pallone si impenna e si perde oltre la traversa, lasciando sospeso in gola il grido del vantaggio. Alla formazione emiliana resta il rammarico di un dominio non tradotto in concretezza, complice l’assenza di un finalizzatore capace di incidere e di un collegamento armonico tra i reparti. Il primo tempo si chiude così, inchiodato sullo 0 – 0. Ma è una parità solo aritmetica: perchè la sensazione, netta, è che la Reggiana abbia acceso la miccia e mostrato qualcosa in più, una fiamma pronta a divampare.
Secondo tempo
I “Biancoscudati” provano a insinuarsi tra le maglie della retroguardia, ma trafiggere lo scudo reggiano si rivela impresa tutt’altro che agevole. Al sessantatreesimo, Portanova, con la capoccia, manca l’appuntamento con il gol; pochi istanti più tardi Bertagnoli, dal limite, smarrisce la precisione. È una litania di occasioni sciupate, un rosario di errori che pesa come piombo. E il calcio, si sa, presenta il conto. Il Padova trova il varco con un’azione che è quasi poesia: Di Maggio disegna un arcobaleno per Caprari, che addomestica e rifinisce con tocco lieve per Seghetti (subentrato a Bortolussi) il quale, di coscia, incendia l’arena. Uno schiaffo improvviso, che stordisce la Reggiana e ne spegne lentamente l’impeto. Nel crepuscolo della gara, Lusuardi calibra per Rover, ma Sorrentino svetta, arpiona, poi smarrisce il pallone sotto la pressione: ne approfitta Novakovich, che deposita in rete. È però un’illusione: il direttore di gara ravvisa fallo su portiere e cancella tutto. Cala il sipario, e con esso arriva anche l’espulsione di Pierpaolo Bisoli per proteste: ultimo riflesso di una sfida che ha bruciato di tensione fino all’epilogo.
Il tabellino
A.C. PADOVA – A.C. REGGIANA 1919: 1 – 0
Marcatore: 80’ Seghetti (P).
A.C. PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Faedo, Villa, Pastina; Capelli, Fusi (dal 68’ Di Maggio), Crisetig, Varas (dal 77’ Silva), Favale; Di Mariano (dal 68’ Caprari), Bortolussi (dal 77’ Seghetti). A disposizione: Fortin, Mouquet, Perrotta, Belli, Sgarbi, Ghiglione, Giunti, Buonaiuto. Allenatore: Roberto Breda.
A.C. REGGIANA 1919 (4-3-3): Micai; Libutti, Vicari, Lusuardi, Bonetti (dal 56’ Tripaldelli); Bertagnoli (dal 81’ Charlys), Reinhart, Portanova; Lambourde (dal 81’ Fumagalli), Gondo (dal 73’ Novakovich), Bozhanaj (dal 46’ Rover). A disposizione: Seculin, Cardinali, Papetti, Belardinelli, Mendicino, Vallarelli, Pinelli. Allenatore: Pierpaolo Bisoli.
Arbitro: Giuseppe Mucera sez. di Palermo (Assistenti: Ivan Catallo sez. di Frosinone, Matteo Pressato sez. di Latina. IV Ufficiale: Andrea Zanotti sez. di Rimini. VAR: Alessandro Prontera sez. di Bologna. AVAR: Rodolfo Di Vuolo sez. di Castellammare di Stabia).
Note – Espulsi Domenico Fracchiolla (direttore sportivo granata), un collaboratore di Breda e Bisoli: tutti e tre traditi da una lingua troppo lunga, pagano a caro prezzo proteste sopra le righe. Ammoniti: Reinhart, Bonetti. Angoli: 5 – 2. Recupero: 2’ pt. – 4’ st.

