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La benedizione prima del derby: la Reggiana si affida alla fede e a Bisoli

Don Evandro Gherardi ai campi per la preghiera dello sportivo. Il tecnico: “Queste partite non si giocano, si vincono”. A Modena, domani, in palio una stagione

REGGIO EMILIA – La benedizione prima della battaglia. Alla vigilia del derby più importante dell’anno, la Reggiana si affida anche alla fede. Ai campi granata è arrivato don Evandro Gherardi, grande tifoso, per impartire la benedizione dello sportivo a squadra e staff. Un momento simbolico ma intenso, che racconta meglio di qualsiasi parola il peso della sfida di domani a Modena. Don Evandro, legato da un rapporto di amicizia con il socio di maggioranza della Reggiana, Romano Amadei (è stato per 10 anni parroco di Brescello e Lentigione dove ha sede l’Immergas, ndr), ha voluto essere vicino alla squadra in un passaggio decisivo della stagione. E decisiva lo è davvero. Perché quello contro il Modena non è solo un derby: è una partita che vale la salvezza.

“I derby non si giocano, si vincono”
A ribadirlo con forza è l’allenatore Pierpaolo Bisoli, che alla vigilia non cerca mezze misure: “Queste sono le partite che tutti i calciatori vorrebbero giocare. Ma io lo dico sempre: i derby non si giocano, si vincono”. La tensione sarà inevitabile: “Ci sarà molta pressione, le giocate saranno sporche. Ma le motivazioni sono al massimo. Per noi è più di un derby, è una partita salvezza. Può rimettere a posto un’intera stagione”.

Una fiammella da tenere viva
Quando Bisoli è arrivato, la situazione sembrava compromessa. Oggi, invece, la Reggiana ha riacceso la speranza: “Non ci credeva nessuno, nemmeno l’intelligenza artificiale. Abbiamo acceso una piccola fiammella e dobbiamo tenerla viva fino alla fine”. Il tecnico vede una squadra diversa: “Adesso gioca il calcio che voglio io, è diventata un gruppo vero. Ci sono tutti i presupposti per provarci fino in fondo”.

Il messaggio dei tifosi
Anche senza presenza allo stadio, i tifosi granata si sono fatti sentire. Uno striscione ai campi e un sostegno che Bisoli ha trasformato in ulteriore carica: “Ho detto ai ragazzi che dobbiamo giocare anche per loro, per chi soffrirà da casa. Il messaggio è chiaro: continuare a lottare”.

bisoliL'allenatore della Reggiana, Pierpaolo Bisoli

Tra calcoli e realtà
La classifica non lascia molto margine, ma nemmeno condanne definitive: “Non credo che a due giornate dalla fine si possa stravolgere tutto. Ma un risultato positivo qui ci dà la possibilità concreta di andare ai playout”. E ancora: “Se vinciamo siamo vicini al 98%. Se pareggiamo restiamo vivi. L’importante è arrivare fino alla fine”.

“Questi ragazzi sono eroi”
Nelle parole del tecnico emerge anche il lato umano: “Mi è venuta tristezza vedendo questa squadra lì in fondo, perché ha valori importanti. Io questi ragazzi li considero eroi: hanno giocato ogni partita come fosse l’ultima”. E aggiunge: “È bello allenarli, sono seri, danno tutto. Sarebbe un peccato non raccogliere quello che meritano”.

Novanta minuti per tutto
Domani al Stadio Alberto Braglia sarà battaglia vera. Con un occhio inevitabile anche agli altri campi: “Chi dice che non guarda i risultati degli altri dice una bugia. Ma prima dobbiamo pensare a noi”. E poi, forse, servirà anche quel pizzico di fortuna fin qui mancato: “In alcune partite non l’abbiamo avuta. Speriamo arrivi proprio adesso”.