Romano Bartoli aveva 86 anni e viveva da oltre trent’anni nel Paese centroamericano
REGGIO EMILIA – Un impatto devastante nella notte, lungo una strada in Costa Rica, ha spezzato la vita di Romano Bartoli, imprenditore originario della provincia di Reggio Emilia. L’incidente si è verificato intorno alle 23.43 tra mercoledì e giovedì, quando l’auto su cui viaggiava è finita contro i piloni dell’ingresso autostradale. Per l’uomo, 86 anni, non c’è stato nulla da fare.
Le autorità locali hanno disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso, ma tra le ipotesi più accreditate emerge quella di un malore improvviso che avrebbe fatto perdere il controllo del veicolo. Bartoli era diretto all’aeroporto: stava andando ad accogliere un amico con cui avrebbe trascorso alcuni giorni di vacanza tra le coste caraibiche e quelle affacciate sul Pacifico.
Da oltre tre decenni il Costa Rica era diventato la sua casa. Non solo un luogo in cui vivere, ma anche un terreno fertile per continuare a lavorare e intraprendere, nonostante l’età avanzata.
Nato a Casina, sull’Appennino reggiano, Bartoli si era poi trasferito in città, al Villaggio Foscato. Fin da giovanissimo aveva mostrato uno spirito intraprendente fuori dal comune e una grande passione per ambiti diversi, dalla chimica alle attività manuali.
Ancora poco più che ventenne aveva avviato le prime esperienze lavorative in proprio, iniziando dal settore dei prodotti chimici per poi passare alle resine. Da lì la crescita imprenditoriale, con la fondazione della Bartoli Srl e successivamente della Breamobil, realtà che negli anni Settanta si affermarono a livello nazionale nella produzione di semilavorati per l’industria del mobile. Una carriera costruita partendo da zero, fatta di intuizioni, sperimentazione e lavoro sul campo.
Accanto all’attività imprenditoriale, Bartoli coltivò una grande passione per i motori. Un interesse che lo portò anche in pista, dove ottenne risultati di rilievo, tra cui un titolo italiano nella categoria prototipi e la partecipazione alla Targa Florio del 1974. Gareggiava con lo pseudonimo “Bramen”, un nome che racchiudeva in modo ironico la sua filosofia: vincere era importante, ma contava soprattutto mettersi in gioco.
Il legame con il Costa Rica nacque inizialmente per caso, durante un viaggio. Ma quello che doveva essere solo un soggiorno temporaneo si trasformò in una scelta di vita. Bartoli intuì le potenzialità di un Paese allora ancora poco sviluppato e decise di stabilirvisi definitivamente, avviando attività in diversi settori: dall’agricoltura al mercato immobiliare, fino al turismo. Possedeva un albergo nella regione del Guanacaste, oltre a terreni e coltivazioni, tra cui una piantagione di tè.
Dopo una prima cerimonia funebre in Costa Rica e la cremazione, le ceneri saranno poi trasferite in Italia per le esequie nella città emiliana, dove Bartoli riposerà nella tomba di famiglia.

