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Il governo taglia i fondi ai luoghi della Memoria: c’è anche il Cervi

Da 2,5 a 1,8 milioni: restano 360mila euro ad ente. Il Pd insorge: “Inaccettabile offesa alla vigilia del 25 Aprile, ripristinate le risorse”

REGGIO EMILIA – Il governo taglia i fondi per i luoghi della Memoria e della Resistenza. E il Pd in Emilia-Romagna insorge. “Un taglio che ha assunto proporzioni inaccettabili e che mette in discussione tanti progetti già avviati”, afferma il deputato Pd Andrea De Maria, che ha presentato un’interpellanza parlamentare per chiedere il ripristino del finanziamento originale. Il fondo, ricorda il dem, è istituito dal dicembre 2017 al ministero della Cultura e riguarda Marzabotto, Fossoli, Museo Cervi, Sant’Anna di Stazzema e Risiera di San Sabba.

“Il fondo era inizialmente di 2,5 milioni di euro – sottolinea De Maria – risorse sempre scrupolosamente rendicontate e che hanno consentito interventi sui luoghi della memoria, sugli archivi, di ricerca storica, di coinvolgimento delle scuole. Il Governo in carica, dopo che nella legislatura precedente il contributo in oggetto era rimasto lo stesso, ha più volte ridotto il finanziamento, fino al taglio rilevante attuato nel decreto di marzo di quest’anno”. Il contributo è sceso infatti a 1,8 milioni di euro, poco più di 360.000 euro per ogni ente.

“Non credo sia necessario ricordare, alla vigilia del 25 aprile, il valore della memoria – ammonisce De Maria – nel sacrificio delle vittime della barbarie nazifascista stanno le radici della nostra democrazia e della nostra Costituzione”. Insieme a De Maria, intervengono sul tema anche i parlamentari modenesi del Pd Stefano Vaccari, Maria Cecilia Guerra ed Enza Rando.

“Questa volontà di cancellare le risorse per tenere viva la memoria degli eventi storici che stanno alla base della nostra democrazia, antifascista e repubblicana, è inaccettabile – attaccano gli esponenti Pd – per un governo che parla sempre dell’importanza delle radici, dell’identità e della memoria come definizione di quel che siamo e dei nostri progetti futuri come comunità, questo disinteresse ai luoghi fisici e simbolici che di quell’identità sono il fondamento è inaccettabile”.

Per il segretario del Pd Emilia-Romagna, Luigi Tosiani, “il taglio ai fondi per i luoghi della memoria della Resistenza fa male all’Italia e offende la nostra storia. Si colpiscono realtà come Marzabotto, Fossoli, il Museo Cervi, Sant’Anna di Stazzema e la Risiera di San Sabba. Luoghi dove si custodisce la verità storica, dove si educano le nuove generazioni, dove vive la coscienza democratica e civile del Paese. Tagliare lì significa indebolire la memoria per riscrivere il passato. Significa rendere più difficile la vita, l’esistenza di quei luoghi”.

Tosiani cita Ventotene e il centenario dall’assassinio Matteotti. “Siamo davanti a una destra che non riconosce mai fino in fondo il valore dell’antifascismo come fondamento della Repubblica – afferma il segretario Pd – alla vigilia del Festa della Liberazione, nel giorno della Liberazione di Bologna, questo è un fatto gravissimo. Noi non resteremo in silenzio.

Difendere la memoria non è un esercizio retorico: è una scelta politica. Perché dentro quella memoria ci sono le radici della nostra libertà, della nostra democrazia, della nostra Costituzione. E su questo non arretreremo di un millimetro”.