Italia e mondo
Guerra in Iran, un F-15 americano abbattuto: feriti 3 caschi blu in Libano
Trentacinquesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Recuperato uno dei piloti del caccia americano abbattuto. Incertezza invece per la sorte del secondo membro dell’equipaggio
ROMA – Guerra in Medio Oriente, giorno 35. Il copione è sempre più o meno lo stesso: Trump colpisce, si vanta e poi minaccia. L’Iran risponde senza arretrare di un centimetro. Intanto ieri Macron ha attaccato duramente il presidente americano, definendolo di fatto “poco serio”. Tutti gli aggiornamenti.
17.50 – IN LIBANO, ESPLOSIONE A ODAISSEH: FERITI TRE PEACEKEEPER UNIFIL
Un’esplosione avvenuta nel pomeriggio in un sito delle Nazioni Unite vicino alla città di Odaisseh, nel sud del Libano, ha provocato il ferimento di tre peacekeeper, due dei quali in modo grave. A riferirlo il portavoce della missione delle Nazioni Unite Unifil, Kandice Ardiel.
La notizia è stata rilanciata anche dai media locali, come il quotidiano L’Orient le Jour. Odaisseh si trova nel distretto di Marjayoun, nel governatorato di Nabatiye, nel sud del Libano.
17.42 IRAN, MEZZALUNA ROSSA: DRONI SU UN MAGAZZINO CON AIUTI E MEZZI SOCCORSO
Droni israelo-statunitensi hanno colpito un magazzino della Mezzaluna rossa nella regione sud-occidentale di Bushehr, che affaccia sul Golfo Persico. Nel raid sono andati distrutti due container di aiuti umanitari, due pullman e diversi veicoli di emergenza, mentre non riferisce di feriti. L’organizzazione ne ha approfittato per lanciare l’allerta sui bisogni umanitari della popolazione, dal momento che le scorte di beni di prima necessità – tra cui cibo e farmaci – stanno rapidamente terminando.
E’ stato inoltre ribadito l’obbligo per le parti in guerra di proteggere obiettivi civili e infrastrutture umanitarie, così come stabilito dal diritto internazionale umanitario.
Dall’inizio dell’operazione ‘Epic Fury’ israelo-statunitense del 28 febbraio, la Mezzaluna rossa iraniana – che poggia su una rete di decine di migliaia di volontari nel Paese – ha già registrato l’uccisione di tre membri del proprio staff.
I media statali iraniani stanno trasmettendo video che mostrerebbero aerei statunitensi alla ricerca dei piloti di un caccia americano abbattuto in territorio iraniano lo riferisce Al Jazeera. Sempre l’emittente di Doha sostiene che, per la televisione iraniana, è stata offerta una ricompensa per la cattura dell’equipaggio. Uno dei due piloti sarebbe stato recuperato dalle forze statunitensi, l’altro resta disperso.
16:30 – HORMUZ, AMBASCIATA IRAN IN ITALIA: OPPONETEVI ALLA GUERRA USA-ISRAELE
“Prima di parlare della riapertura dello stretto di Hormuz, l’Italia deve opporsi con fermezza alla palese violazione del Diritto Internazionale da parte degli aggressori americano-sionisti“. Così scrive in italiano in un post su X l’Ambasciata della Repubblica islamica dell’Iran. Secondo la sede diplomatica, “l’insicurezza nello stretto di Hormuz è il risultato diretto dell’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista”, modo in cui l’Iran fa riferimento allo Stato di Israele, disconosciuto a livello diplomatico dopo la rivoluzione del 1979, “non della legittima difesa dell’Iran”.
Insiste la rappresentanza di Teheran in Italia: “Se siete preoccupati per la crisi globale dell’energia e dei fertilizzanti, costringete gli aggressori a porre fine completamente e definitivamente alla guerra, affinché la stabilità possa tornare nella regione”.
Ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato a un vertice ministeriale convocato dal Regno Unito per fare il punto su Hormuz, in cui ha dato disponibilità a iniziative multilaterali sotto l’egida dell’Onu.
16:00 – TEHERAN: COLLOQUI CON L’OMAN PER UN PROTOCOLLO SU HORMUZ
Fonti di stampa iraniana confermano “colloqui in corso” con l’emirato dell’Oman per mettere in atto “un protocollo per monitorare i traffici attraverso lo Stretto di Hormuz”, sottolineando che “anche in tempo di pace proseguirà l’azione di monitoraggio della navigazione marittima in coordinamento con le autorità costiere omanite”.
L’Oman non solo condivide con l’Iran le acque di Hormuz, ma è rimasto – tra i Paesi del Golfo – un alleato di Teheran, con posizioni anche apertamente critiche contro l’offensiva di Stati Uniti e Israele e proponendosi ancora in settimana come mediatore tra le parti. Quest’ultimo attore sembra convincere di più la Repubblica islamica rispetto al quartetto – Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan – che il 30 marzo si è dato appuntamento a Islamabad per avviare un tavolo negoziale, che stato subito dopo pubblicamente bocciato da Teheran.
Come riferisce l’agenzia di stampa governativa Irna, a illustrare il protocollo Iran-Oman è stato il viceministro iraniano per gli Affari legali e internazionali Kazem Gharibabadi, che ha chiarito che i “requisiti richiesti” per superare la verifica “non comporteranno restrizioni, ma piuttosto faciliteranno e garantiranno il passaggio sicuro e forniranno servizi migliori alle navi che percorrono questa rotta”.
Le restrizioni ai traffici lungo Hormuz, arteria fondamentale del commercio energetico globale, proseguono dall’offensiva israelo-statunitense del 28 febbraio, con attacchi alle navi cargo di questi due Paesi e dei loro affiliati. Nel suo discorso alla nazione di mercoledì sera, parlando del petrolio che transita per Hormuz, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che il suo Paese “non ha avuto bisogno e non ne abbiamo bisogno”. Tuttavia, come evidenzia l’emittente statunitense Cnbc, “i prezzi medi della benzina negli Stati Uniti sono aumentati di oltre il 30% in un mese, superando per la prima volta da anni i 4 dollari al gallone”.
14:30 – TRUMP: “POTREMMO APRIRE LO STRETTO FACILMENTE, MA…“.
Ora Donald Trump dice che gli Stati Uniti potrebbero riaprire “facilmente” lo stretto di Hormuz, ma hanno bisogno di “più tempo”. Su Truth Social, il Presidente Usa scrive (testuale compreso di maiuscole): “Con un po’ più di tempo, possiamo facilmente APRIRE LO STRETTO DI HORMUZ, PRENDERE IL PETROLIO E FARE UNA FORTUNA. SAREBBE UN “GUSHER” PER IL MONDO???”. La parola “gusher” viene dal linguaggio petrolifero e indica un pozzo petrolifero da cui il petrolio sgorga in grande quantità senza bisogno di pompe. Insomma, sarebbe “una manna”.
12:30 – L’AEREO AMERICANO ABBATTUTO DALL’IRAN SAREBBE UN F-15
I media iraniani stanno pubblicando le foto dei resti del jet statunitense che l’Iran dice di aver abbattuto. Stando alle foto, per esperti non si trarrebbe di un F-35, ma di un F-15. L’emittente israeliana Channel 12 riporta – citando una fonte occidentale – che “uno dei membri dell’equipaggio del caccia americano abbattuto in Iran è stato tratto in salvo”. L’altro pilota risulta disperso (Fonte Dire).


17.10 – MEDIA IRANIANI: OFFERTA UNA RICOMPENSA PER LA CATTURA DELL’EQUIPAGGIO DEL CACCIA USA ABBATTUTO